Con una canna in via Roma per chiedere la legalizzazione: "Meno dannosa di alcol e tabacco"
L'azione di disobbedienza civile dei Radicali. Il segretario Blengino: "Regolamentare significa togliere soldi alle mafie, colpire la criminalità organizzata e rendere le città più sicure"“Il proibizionismo è tutto fumo”. Questo uno degli slogan esposti stasera, venerdì 5 giugno, dal segretario nazionale dei Radicali Filippo Blengino e dagli altri attivisti che hanno dato vita all’azione di disobbedienza civile annunciata nei giorni scorsi. I partecipanti, tra via Roma e piazza Galimberti, hanno fumato marijuana chiedendone la legalizzazione, violando la legge e contestando “l’assurdità di una normativa che continua a criminalizzare il consumo di una sostanza meno dannosa di alcol e tabacco, alimentando il mercato nero, lo spaccio e le organizzazioni criminali”.
“Il proibizionismo non aumenta la sicurezza: la riduce. Sottrae risorse alle forze dell’ordine, arricchisce la criminalità e comprime inutilmente le libertà individuali”, avevano spiegato i Radicali nei giorni scorsi in un comunicato. L’iniziativa di stasera è stata preceduta dalla presentazione, allo Spazio Varco, del libro “La Repubblica della Paura”, che affronta il tema della sicurezza in Italia avanzando otto proposte concrete rivolte anche alle amministrazioni comunali.

Spiega Blengino: “Oggi a Cuneo, dopo l’evento sulla sicurezza in cui abbiamo presentato proposte concrete contro la propaganda populista e securitaria, abbiamo violato la legge. Insieme a militanti e attivisti abbiamo compiuto un gesto semplice, pubblico e collettivo, che in Italia costituisce ancora un illecito: fumare una canna. Una sostanza meno dannosa di molte droghe legali resta consegnata al mercato nero. È questo il punto focale: regolamentare significa togliere soldi alle mafie, colpire la criminalità organizzata e rendere le città più sicure. Non è una battaglia leggera né folcloristica: è una proposta concreta di libertà, legalità e sicurezza”.
CUNEO Radicali


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