Il fiume colorato del Pride tra le vie di Cuneo: "Non una vetrina, ma un atto politico"
Diverse centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione organizzata dal Collettivo Q+ nel centro della cittàDiverse centinaia di persone hanno invaso pacificamente nel pomeriggio di oggi, sabato 13 giugno, le strade della città di Cuneo, per l’edizione 2026 del Pride. Una “frocessione”, così l’hanno definita gli organizzatori del Collettivo Q+, pensata non solo per tenere alta l’attenzione sui diritti della comunità LGBTQ+, ma anche per accendere i riflettori su diverse altre cause, da quella palestinese a quelle relative alle politiche sui migranti, alla gestazione per altri, ai diritti dei lavoratori e al decreto Sicurezza firmato dal Governo Meloni.

Il manifesto del Collettivo Q+
Il corteo è partito da corso Giolitti, dov’è stato letto il “manifesto” redatto dal Collettivo Q+, che ha parlato della “necessità di mantenere viva e presente la voce del Pride in città”: “Non vogliamo nasconderci, vogliamo il diritto di essere quello che siamo. Spesso le nostre esistenze vengono strumentalizzate e marginalizzate. Questa non è una vetrina, ma un atto politico, una giornata attraversata da più voci del territorio. Vogliamo che la nostra gioia, ma anche la nostra rabbia e determinazione possano servire da voce, da coraggio, da appoggio a chiunque si senta una soggettività non conforme alle normative sociali, perché possa trovare in questa piazza certe parti di sé inespresse e uno spazio in cui manifestarle”.

Spazio, come detto, anche alla questione palestinese: “Condanniamo il genocidio in corso a Gaza, le politiche di rainbowashing dello Stato di Israele e il silenzio dell’occidente”. Si è poi parlato della “repressione della comunità queer in tutto il mondo”: “I pochi diritti che abbiamo sono fragili, uno strumento di ricatto nelle mani di chi ce li concede. Chiediamo il pieno riconoscimento delle famiglie omogenitoriali”. Infine la presa di posizione sulle misure contenute nel decreto Sicurezza: “Ribadiamo il nostro antifascismo e condanniamo una legge che mira a reprimere il consenso”.
La manifestazione si è mossa lungo corso Nizza, per raggiungere piazza Galimberti e poi il Parco della Resistenza. Durante la marcia diversi gli interventi di associazione e realtà che hanno appoggiato il Pride: tra le altre Non Una di Meno, Break the Silence, Wally’s Corner e Prime Minister Alpi. In serata spazio per la musica al NUoVO per concludere la giornata dedicata al Pride.
CUNEO cuneo - Pride













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