In Piemonte fa sempre più caldo, ma la qualità dell'aria è in costante miglioramento
L'Arpa ha pubblicato la sua consueta relazione annuale sullo stato dell'ambiente: "Progressi continui, ma molto resta da fare"La qualità dell’ambiente in Piemonte è in costante miglioramento, ma ancora molti passi avanti restano da fare. È questa, in estrema sintesi, l’analisi del direttore generale di Arpa Piemonte Secondo Barbero, in occasione della presentazione della relazione annuale sullo stato dell’ambiente che l’agenzia pubblica insieme alla Regione e che traccia il bilancio sulle condizioni ambientali del territorio piemontese, illustrando anche politiche e azioni intraprese in quest’ottica nel corso dell’anno precedente.
“I progressi registrati sono il frutto di politiche mirate, investimenti strategici e di una crescente consapevolezza collettiva”, sottolinea Barbero: “Allo stesso tempo, i dati ci ricordano con chiarezza che il percorso da compiere è ancora impegnativo. Le criticità persistenti nei contesti urbani e gli effetti sempre più marcati dei cambiamenti climatici richiedono un rafforzamento delle azioni intraprese e una sempre maggiore integrazione tra politiche ambientali, sanitarie e di sviluppo del territorio. Centrale resta il ruolo della conoscenza: il monitoraggio, l’analisi dei dati e la loro diffusione rappresentano elementi imprescindibili per orientare le scelte e valutare l’efficacia delle azioni. Il nostro obiettivo è costruire un Piemonte sempre più sostenibile, resiliente e capace di rispondere alle sfide ambientali contemporanee, garantendo al contempo la tutela sia dell'ambiente che della salute dei cittadini e delle future generazioni”.
La qualità dell’aria
Anche il 2025 ha confermato il lento ma continuo miglioramento della qualità dell’aria piemontese. Le concentrazioni degli inquinanti sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura, sia per il particolato PM10 che PM2.5. Restano le criticità, anche se in misura minore rispetto agli anni precedenti, per il mancato rispetto dei limiti in relazione all’indicatore sul breve periodo del particolato PM10, con superamenti del valore limite per la concentrazione media giornaliera in diverse stazioni urbane, prevalentemente di traffico, nella Città Metropolitana di Torino e in alcune stazioni urbane.
Per quanto riguarda il biossido d’azoto, il valore limite annuale è stato rispettato, per la prima volta dall’avvio dei monitoraggi, in tutta la regione. Relativamente all’ozono resta il diffuso non rispetto del valore obiettivo per la protezione della salute umana, nonostante una marcata riduzione delle concentrazioni misurate in tutte le stazioni di monitoraggio.
Si legge nel rapporto dell’Arpa: “Sebbene si registri da alcuni anni una generale tendenza al miglioramento, la nuova Direttiva europea che entrerà in vigore dal 2030 prevede livelli molto più stringenti degli attuali anche nelle zone dove attualmente i limiti di legge sono rispettati. Occorre mettere in atto azioni a breve-medio termine che riducano ulteriormente le emissioni”.
I dati sul clima
Il 2025 in Piemonte è stato il quinto anno più caldo della serie storica che comprende le misurazioni a partire dal 1958, dopo il 2022, il 2023, il 2015 e il 2024: dati che evidenziano in maniera eloquente la tendenza al riscaldamento in atto. La temperatura media annuale è stata di circa 10.8 gradi, superiore di quasi un grado rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, con una media climatica di circa 9.9 gradi).
La precipitazione cumulata è stata di 1113,8 mm, con un lieve surplus pluviometrico di 84,3 mm (pari all’8%) nei confronti della media climatica del trentennio 1991-2020, posizionandosi al 26° posto tra gli anni più piovosi valutati a partire dal 1958.
Per il terzo anno solare consecutivo non si è verificata neppure una nevicata di rilievo a Torino città e neanche su diversi settori della pianura piemontese.
Gli episodi di foehn annuali sono risultati 65, di poco inferiori ai 66 medi del periodo 2000-2020.
L’acqua
Una parte dei corsi d’acqua piemontesi ha chiuso l’anno con portate medie annue superiori alla media storica: tra questi la Bormida, il Belbo e il Malone, con elevati scarti positivi. Valori positivi più contenuti per la Dora Baltea, il Cervo, l’Orco e diversi tratti del Po, in particolare nel settore di chiusura. Il surplus annuo più elevato si è osservato nello Scrivia a Serravalle, che ha registrato una portata media annua superiore di oltre il 100% rispetto alla media storica.
Al contrario, un numero consistente di bacini ha chiuso il 2025 con portate medie annue inferiori al valore storico di riferimento. Tra questi Agogna, Toce, Varaita, Maira, Stura di Demonte e Stura di Lanzo, oltre a tratti del Tanaro e dell’Orba. Alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola Sant’Antonio (AL), la portata media annua è risultata leggermente superiore al valore medio storico (+2%).
QUI è disponibile la relazione completa.
CUNEO ambiente - Piemonte

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