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CUNEO - Tuesday 03 March 2026, 11:12

"L'uomo non è più il nemico del fiume": una nuova ricerca nel Parco Fluviale Gesso e Stura

Lo studio a quarantaquattro anni da un'indagine analoga dal titolo "L’uomo come agente di degrado ambientale"
"L'uomo non è più il nemico del fiume": una nuova ricerca nel Parco Fluviale Gesso e Stura

Sono passati 44 anni da quando è stato effettuato uno studio sulla qualità delle acque dei due fiumi e dell’ambiente circostante. La ricerca comprendeva uno dei primi lavori fatti in Italia sulla fauna macrobentonica, cioè sui piccoli organismi che vivono sul fondo dei fiumi e vengono utilizzati come indicatori di qualità ambientale. Il lavoro fu pubblicato, a cura del Comune di Cuneo, nel libro “Tra Gesso e Stura” e presentato nella omonima mostra che si tenne in San Francesco; l’obiettivo era quello di evidenziare l’importanza di costituire un’area ambientale protetta attorno alla città. Il panorama attorno a Cuneo era drammaticamente diverso. Lo studio pubblicato fotografava una realtà ferita: discariche abusive fumanti, scarichi fognari non depurati, alvei saccheggiati dalle escavazioni, boschi eliminati o a rischio di taglio. All'epoca, il titolo della ricerca era una sentenza: “L’uomo come agente di degrado ambientale”.

Dopo 25 anni finalmente nel 2007 è nato il Parco Fluviale Gesso e Stura e la situazione che negli anni era andata via via normalizzandosi ha trovato una cornice istituzionale. L’area ora presenta caratteristiche di qualità ambientale notevolmente migliorate ed è diventata luogo di svago, di passeggiate, di percorsi ciclabili, di canoeing; i depuratori sono stati installati, le discariche rimosse e, in altre parole, la natura ha ripreso il suo corso.

Tutto risolto? Per capirlo gli autori della ricerca del 1982, la Fondazione Francesco Musso, la Legambiente di Cuneo, il Comune di Cuneo, ente gestore del Parco Fluviale, l’Università di Torino, sono tornati nuovamente al lavoro e verificheranno lo stato di salute dell’area. Il nuovo studio avrà come titolo “L’uomo come agente di recupero ambientale" ed individuerà le residue criticità esistenti proponendo le possibili soluzioni.

La Fondazione Francesco Musso, la Legambiente Cuneo e il Parco Fluviale hanno infatti sottoscritto una Convenzione con lo scopo di dare seguito ad un lavoro di aggiornamento dello studio effettuato a suo tempo, in modo da poter esporre i primi risultati nel 2027 in occasione del ventennale di istituzione del Parco. Il lavoro di ricerca sul campo sarà effettuato in coordinamento con i professori Fenoglio e Bo, del Dipartimento Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino che si avvarranno, per ottimizzare lo sforzo dei ricercatori, di una tesista a cui la Fondazione Francesco Musso fornirà una borsa di studio post-laurea.

Ai fini di disporre della maggior quantità di informazioni possibili è stata richiesta la collaborazione dell’ARPA  che in questi anni ha effettuato una serie di importanti studi e ricerche acquisendo dati idrochimici, microbiologici, biologici quanto mai necessari per stabilire l’evoluzione dell’area nel tempo.

L’ARPA, inoltre, ha posizionato sui fiumi stazioni di monitoraggio per gli scopi del Decreto 260/2010 che supportano la redazione del Piano di Qualità delle Acque. Proprio le informazioni che servono alla redazione del Piano assumono, nell’abito di questa ricerca, un importante rilievo per quanto concerne una logica e ragionata acquisizione dei dati di pressione antropica sull’area. Altre informazioni interessanti si avranno dalle indagini chimico fisiche che il Parco Fluviale svolge dal 2011 sulle acque di alcune zone umide di particolare interesse conservazionistico come le risorgive del Bosco di Sant’Anselmo e i laghi artificiali rinaturalizzati di Tetto Lupo.

I lavori sul campo sono iniziati in questi giorni e sono state campionate undici stazioni da Borgo San Dalmazzo a Fossano per monitorare i dati chimico-fisici e la macrofauna bentonica. I campionamenti proseguiranno per tutto il 2026  con altre due campagne di indagini e ulteriori approfondimenti sono previsti nel 2027; questi dati, incrociati ai dati di deflusso idrologico ed alle pressioni antropiche esistenti, consentiranno di fotografare la salute dei due fiumi in tempo utile per  festeggiare al meglio i 20 anni del parco.


c.s.
luogo CUNEO
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Tag:
Stura - Parco Fluviale - Gesso
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