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CUNEO - Thursday 08 January 2026, 14:13

Letizia Migliore, la voce giovane che dice “Basta” alla violenza di genere

La cantautrice cuneese racconta le storie di donne vittime di femminicidio nel singolo “Vite senza vita”, presentato ad Arena Sanremo
Letizia Migliore, la voce giovane che dice “Basta” alla violenza di genere
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Letizia Migliore, giovane cantautrice e polistrumentista, nasce a Cuneo il 10 febbraio 2009. All’età di sette anni scrive la sua prima canzone, sotto gli occhi stupiti dei genitori, che decidono di supportare il suo talento e di farle intraprendere un percorso musicale al quale fin da subito si appassiona grazie alle lezioni di pianoforte. A nove anni inizia a frequentare il coro della scuola elementare di Cuneo, mentre a dieci anni comincia il suo percorso di studi canori con lezioni di canto individuali.

Nel dicembre 2023, a soli quattordici anni, vince a Sanremo il concorso canoro “Canta inverno” nella categoria Under 40 con un inedito. Il 24 maggio 2024 pubblica su tutte le piattaforme digitali il suo primo singolo, “Difetto”. Studentessa del Liceo Musicale “Ego Bianchi” di Cuneo, dove coniuga lo studio del pianoforte classico, della chitarra moderna e del canto lirico, nel 2024 decide di partecipare al festival internazionale “Rumore Bim Festival”, aggiudicandosi un prestigioso terzo posto nella categoria Canto Junior. Nello stesso anno si classifica al primo posto del concorso canoro “Microfono d’Italia”, ottenendo anche il premio della critica.

Il 2025 si conferma un anno significativo per la giovane artista, che non solo lancia il suo secondo singolo intitolato “Ferite”, un brano introspettivo che racconta di un periodo difficile e delicato vissuto tra il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, ma raggiunge la finalissima dei contest “Je So Pazzo” e “Rising Voice” negli studi di Canale Italia, dove vince un premio speciale di canto. La cuneese varca poi il prestigioso palco allestito dal comune di Sanremo a Pian di Nave.

La svolta più importante del suo percorso musicale arriva nel mese di dicembre, con la pubblicazione del terzo singolo “Vite senza vita”, presentato anche ad Area Sanremo. Il brano, interamente scritto e composto da Letizia, affronta il tema della violenza di genere, raccontando le storie di ragazze, donne e madri che hanno perso la vita per mano di uomini. Una violenza che oggi si manifesta in diverse forme — psicologica e fisica — e che troppo spesso sfocia ancora nel femminicidio.

Il testo parla fin dall’inizio di “cuori senza vita”, simbolo di tutte quelle donne che hanno amato così intensamente da non rendersi conto che le persone di cui si fidavano sarebbero diventate le stesse che, invece di proteggerle, le hanno uccise. Del suo inedito Letizia racconta: “Giulia è la prima ragazza che racconto nella mia canzone, si perché Giulia Cecchettin era prossima alla laurea, stava per spiccare il volo ma quelle ali sono state fermate perché troppo libere, troppo forti per chi la guarda dal basso e a quell’altezza non sa volare. Giulia ha mosso in me quella tristezza, quell’amarezza, quell’emozione che ha fatto nascere ‘Vite senza vita’, perché quella ragazza mi ha fatto piangere, riflettere ma ha anche tirato fuori delle emozioni di rabbia, di rivincita, per lei che devo combattere e per tutte quelle ragazze che ora non hanno più voce, perché il solo errore che hanno commesso e quello di fidarsi della persona sbagliata. Penso a Martina, 14 anni, una ragazzina, per non dire bambina, uccisa e nascosta sotto un vecchio materasso — continua la giovane cantautrice —. Poi c’è Chiara, ma in realtà di Chiara ce ne sono tantissime, tutte con i loro sogni, la voglia di amare, viaggiare, avere successo, avere una famiglia, i sogni sono tanti, troppi, ma questi sono crollati, si sono infranti su quel pavimento, sotto quel materasso, in fondo ad una scarpata, bruciati e il fuoco che ardeva dentro di loro si è spento. Agnese era una donna, una madre con i figli piccoli, l’unico desiderio per una mamma è vedere i suoi figli felici, crescere, diventare grandi, emozionarsi davanti a un bel voto, una gara sportiva o semplicemente davanti ad un loro sorriso, ma questo Agnese non lo vedrà più perché il padre dei suoi figli, l’uomo che le ha promesso di amarla e rispettarla le ha tolto la vita e ha tolto una madre a quei bambini. Infine c’è Saman, una ragazza forte, decisa che non voleva l’imposizione di un matrimonio scelto dal padre, ma voleva amare un ragazzo italiano, della sua età, di cui si era innamorata, ma il padre non l’ha accettato e le sue mani hanno stresso troppo forte quel collo così delicato, perché stringere non è amare, stringere così forte è solo morte — conclude Letizia —. Le scarpette rosse non bastano più, Dio non basta più, la mia canzone dice: ‘Basta!’ lo dobbiamo gridare tutti. Uniamo le nostre voci, le nostre mani per fare una barriera e proteggerci da questa violenza”.

Anche nel videoclip vengono rappresentate l’angoscia e la paura delle vittime, spesso consapevoli del proprio destino, trascinate con la forza in luoghi isolati da chi ha premeditato di ucciderle. Compaiono un diario scolastico, simbolo delle giovani ragazze che hanno perso la vita, una bambola che simboleggia i bambini privati della madre e, infine, il velo da sposa, che per Saman è diventato l’emblema della sua condanna.

Per vedere il video ufficiale e ascoltare la canzone visitare il link: www.youtube.com.

Redazione
luogo CUNEO
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Tag:
musica - violenza - donne - Letizia Migliore - Arena Sanremo - Cantautorato - Vite senza vita
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