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CUNEO - giovedì 4 giugno 2026, 16:43

Nonostante un inverno nevoso, le portate dei fiumi piemontesi sono già sotto la media

Con le temperature alte e le scarse precipitazioni di maggio ritorna all'orizzonte il rischio siccità. Il rapporto pubblicato dall'Arpa
Cuneodice.it Nonostante un inverno nevoso, le portate dei fiumi piemontesi sono già sotto la media Cuneodice.it

Per la prima volta negli ultimi due anni, l’indice di siccità sintetico relativo al mese di maggio 2026 mostra condizioni di siccità moderata in una delle aree piemontesi, quella nel nord della regione. Lo rende noto l'Arpa Piemonte nel suo consueto aggiornamento sulla situazione idrica regionale. Tale situazione è principalmente determinata dalla scarsità di neve presente in quota e dalle ridotte portate del reticolo fluviale. 

Le precipitazioni medie sulla regione registrate nel mese di maggio sono state di circa 70 mm e presentano, sul bacino del Po chiuso alla confluenza col Ticino, uno scarto negativo del 44% rispetto alla media del periodo 1991-2020. Tutta la regione è stata caratterizzata da un deficit pluviometrico, con scarti più elevati nelle zone settentrionali e orientali (-50%). Anche la cumulata da inizio anno idrologico risulta negativa rispetto la norma con uno scarto negativo del 23%, mentre dall’inizio dell’anno solare il deficit è più contenuto (circa 6%).

A causa delle scarse precipitazioni del mese appena trascorso e del mese di marzo gli indici SPI (anomalia di pioggia standardizzata) e SPEI (anomalia di pioggia ed evapotraspirazione standardizzata) alla scala temporale di 1 mese e 3 mesi evidenziano condizioni di siccità da lieve a moderata. Invece, alla scala temporale di 6 mesi prevalgono condizioni di normalità, con presenza locale di aree in piovosità lieve o moderata nel Cuneese e Alessandrino. Alla scala temporale di 12 mesi prevalgono condizioni di normalità, ad eccezione di aree in siccità da moderata a severa prevalentemente nel Piemonte occidentale.

Per quanto riguarda le temperature, a maggio è stata registrata un’anomalia media positiva di circa 1.1°C rispetto alla norma climatica (1991-2020): nonostante le temperature basse di inizio mese, si tratta del 7° maggio più caldo degli ultimi 70 anni in Piemonte. Temperature particolarmente elevate sono state registrate nell’ultima decade del mese e nuovi record di temperatura massima sono stati stabiliti in 57 stazioni della rete meteorologica gestita da Arpa Piemonte.

In termini di risorse idriche superficiali stoccate sotto forma di SWE (Equivalente di acqua in neve), invasi e lago Maggiore, maggio risulta inferiore alla norma del periodo con un -31%. Questo deriva principalmente alla drastica diminuzione della neve al suolo, in particolare nelle aree occidentali e settentrionali del Piemonte.

Le portate dei corsi d'acqua sono in deficit rispetto alla media storica del periodo. Si evidenziano in particolare il Sesia a Palestro, il quale ha registrato una portata media inferiore alla norma del -67%. Deficit negativi attorno al 50% sono stati rilevati per il Tanaro (a Farigliano e a Montecastello), il Varaita a Polonghera e il Toce a Candoglia.

All’idrometro di Isola Sant’Antonio, che rappresenta la chiusura dell’intero bacino piemontese del Po, si registra una portata media per il mese di maggio pari a 423 m3/s pari ad un deficit di circa il -46% rispetto alla portata media mensile storica.

Per quanto riguarda la risorsa idrica sotterranea, e in particolare la falda superficiale i valori di soggiacenza della falda superficiale sono quasi ovunque maggiore della media del periodo e in alcune aree supera il 75° percentile, vale a dire che il livello è basso rispetto all'intervallo di oscillazione di riferimento. Per quanto si tratti di pochi punti, questi valori potrebbero preannunciare l'instaurarsi di condizioni di criticità.

QUI ulteriori approfondimenti.

 

 

 

 

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Tag:
Arpa - Piemonte

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