Prende forma il progetto “Laris – lavoro, abitare, reti per l’inclusione sociale”
L’iniziativa, attiva in Piemonte con un focus sul territorio cuneese, mira ad accompagnare persone con background migratorio verso autonomia lavorativa e abitativaPrende ufficialmente il via “Laris: lavoro, abitare, reti per l’inclusione sociale”, un progetto ideato per accompagnare persone con background migratorio in un percorso integrato di autonomia, mettendo in relazione inserimento lavorativo, accesso alla casa e rete territoriale. Questa iniziativa è frutto della collaborazione tra Fondazione Don Mario Operti e Fondazione Industriali ETS e del sostegno di Fondazione CRT.
L’iniziativa opera in Piemonte, con un focus specifico sulla provincia di Cuneo, e parte da un presupposto preciso: lavoro e abitare non possono essere trattati come ambiti separati. Un’occupazione stabile è una condizione decisiva per uscire dalla fragilità, ma senza una soluzione abitativa sostenibile il percorso rischia di restare incompleto. Allo stesso tempo, le imprese del territorio segnalano difficoltà crescenti nel reperimento di manodopera. Laris interviene su questo snodo costruendo un modello che mette in rete enti del terzo settore, imprese, Comuni, servizi di accoglienza, proprietari immobiliari e volontari, con l’obiettivo di trasformare persone inizialmente beneficiarie di servizi in lavoratori autonomi, inseriti nel tessuto economico e sociale del territorio.
Capofila del progetto è la Fondazione Don Mario Operti di Torino, che da anni lavora a supporto di migranti e persone fragili attraverso percorsi di accompagnamento al lavoro, all’abitare e al microcredito. “Il progetto Laris nasce come evoluzione di una nostra precedente esperienza nazionale e trova nel Cuneese un contesto particolarmente significativo: un territorio in cui il mercato del lavoro offre opportunità concrete, ma nel quale l’inclusione diventa stabile solo se tiene insieme occupazione e casa”, dichiara Antonio Sansone, segretario generale di Fondazione Don Mario Operti.
Tale progetto consolida la presenza della Fondazione Operti nel territorio cuneese già avviata attraverso l’impegno dei volontari, che nell’area di Cherasco-Bra hanno contribuito all’attivazione di percorsi di inclusione lavorativa, accompagnando persone fragili nella relazione con le opportunità offerte dal tessuto locale. La Fondazione Don Mario Operti segue in particolare la fase in cui il beneficiario, avviato un percorso occupazionale, ha bisogno di consolidare la propria autonomia abitativa. L’ente accompagna la transizione da sistemazioni temporanee o di accoglienza verso soluzioni più stabili, attivando contatti con proprietari, Comuni e realtà sociali. Il lavoro comprende anche supporto alla gestione del bilancio familiare, mediazione tra inquilini e proprietari, accesso ai servizi locali e costruzione di relazioni di fiducia.
Sul fronte occupazionale, un ruolo centrale è svolto da Fondazione Industriali ETS, che agisce come ponte tra il mondo delle imprese e i percorsi di inclusione. Nata dall’impegno di imprenditori della provincia di Cuneo, la Fondazione lavora con le aziende del territorio per individuare posizioni aperte, definire i profili professionali richiesti, intercettare i candidati più adatti e seguirne l’inserimento nei primi mesi di lavoro. A supporto di questo processo, Fondazione Industriali ETS mette a disposizione anche la piattaforma web “Lavoro Buono”, strumento operativo attraverso cui vengono raccolte e organizzate le opportunità segnalate dalle imprese, messe in relazione con i profili dei candidati e condivise con la rete degli enti coinvolti. La piattaforma si inserisce in un’attività più ampia di scouting delle vacancy, preparazione ai colloqui e accompagnamento nelle prime fasi dell’inserimento lavorativo.
“Essere imprenditore significa poter dare un contratto di lavoro e un'opportunità, rendendo autonoma una persona fragile e con lei il suo nucleo familiare. In questo senso la Fondazione Industriali vede un passo avanti del mondo dell'industria verso il terzo settore”, sostiene Giuliana Cirio, presidente della Fondazione Industriali ETS. “È molto preziosa la collaborazione che abbiamo iniziato con la Fondazione Don Mario Operti per questi progetti. Ci proponiamo quindi di uscire anche fuori dai nostri confini provinciali per trovare opportunità e partner in tutto il territorio nazionale”.
Il progetto si sviluppa in continuità con la rete dell’accoglienza territoriale, a partire dal CAS di Cherasco e dalla Caritas locale, così da accompagnare i beneficiari nel passaggio dai percorsi protetti all’autonomia lavorativa e abitativa. In particolare, è collegato alle attività del SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione, coordinato dal Consorzio per i Servizi Sociali del Monregalese e finanziato dal Ministero dell’Interno, che accoglie titolari di protezione internazionale, richiedenti asilo e persone straniere vulnerabili in appartamenti distribuiti sul territorio. Durante la permanenza nel sistema, le cooperative coinvolte garantiscono insegnamento della lingua italiana, orientamento legale, tutela sanitaria, redazione del curriculum, formazione professionale e primi tirocini.
Laris interviene nella fase successiva: quella in cui la persona deve passare da un percorso protetto a un inserimento stabile nella comunità locale. Gli operatori identificano i beneficiari più motivati, valutano competenze e disponibilità, li orientano verso le opportunità presenti e li accompagnano nelle fasi di colloquio, avvio del contratto e consolidamento dell’autonomia.
Il modello ha già prodotto risultati concreti. Dall’avvio del progetto sono state inserite in percorsi di inclusione lavorativa 29 persone, 8 delle quali con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Parallelamente, sono state individuate soluzioni abitative per dodici beneficiari: cinque persone sono inserite in una “casa palestra” gestita dal progetto, mentre sette sono supportate attraverso strutture Caritas.
Tra le esperienze aziendali coinvolte, il caso di Giuggia Costruzioni rappresenta uno degli esempi più significativi del funzionamento del modello Laris. L’azienda ha aderito al progetto mettendo a disposizione un’opportunità occupazionale e anche un contesto di accompagnamento progressivo, nel quale la persona è stata seguita nella formazione teorica e pratica grazie alla scuola Edile Cuneo (ora Formedil Cuneo), nell’inserimento in squadra e nella comprensione delle dinamiche del cantiere fino all’autonomia, grazie all’équipe del SAI di Mondovì e agli strumenti del progetto Laris.
Il percorso di Kemoko Kamara, originario del Mali, mostra in modo concreto come il progetto lavori sull’intera filiera dell’inclusione. Dopo una prima fase di formazione e orientamento, Kamara è stato inserito presso Giuggia Costruzioni, dove ha svolto un tirocinio di sei mesi. Il percorso è poi proseguito con il rinnovo del contratto e con una prospettiva di stabilizzazione. Nel corso dell’esperienza sono stati decisivi il supporto dei tutor aziendali, l’accompagnamento degli operatori e la mediazione rispetto alle difficoltà linguistiche e alla formazione tecnica richiesta dal settore.
“Consiglio questa esperienza alle aziende del nostro settore”, afferma Paolo Giuggia, presidente e amministratore delegato di Giuggia Costruzioni, “perché c’è sempre più difficoltà a reperire manodopera specializzata e non specializzata sul mercato, e perché si dà a persone più fragili un’occasione per entrare nel mondo del lavoro, stabilizzarsi e trovare la propria strada. La soddisfazione di completare un percorso di questo tipo riguarda tutti: la persona, l’impresa e gli enti coinvolti”.
L’iter del progetto prevede che le proposte formative per i beneficiari vengano ampliate, rafforzando il matching tra domanda e offerta di lavoro e intensificando la ricerca di soluzioni abitative sul territorio. È prevista inoltre la valorizzazione delle esperienze aziendali già attivate, affinché possano diventare casi replicabili e contribuire alla costruzione di una rete più ampia di imprese disponibili all’inserimento inclusivo.
Le eventuali aziende interessate a percorsi di inserimento lavorativo possono contattare i referenti del progetto ai seguenti riferimenti: mail [email protected], tel. 0171 455667.
CUNEO Fondazione Crt - migranti - lavoro - Inclusione - Fondazione Industriali - Fondazione Don Mario Operti - Laris

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