Reclutamento tramite Amos per Case e Ospedali di Comunità: "Serve un confronto trasparente"
Il segretario regionale del sindacato Nursing Up Claudio Delli Carri: "Il punto centrale resta la capacità del sistema di rendere la professione infermieristica attrattiva e riconosciuta"Il dibattito emerso nelle ultime ore in merito al reclutamento di infermieri tramite Amos per il funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunità in Piemonte apre una riflessione più ampia sulle modalità di organizzazione dei servizi sanitari territoriali e sul ruolo della professione infermieristica all’interno del Servizio Sanitario Regionale. La questione, al centro dell’attenzione delle organizzazioni di rappresentanza professionale, viene letta come un passaggio che potrebbe avere ricadute non solo organizzative, ma anche strutturali sul sistema di reclutamento e gestione del personale sanitario.
In questo contesto, Nursing Up evidenzia la necessità di un confronto trasparente sul modello che si intende adottare per garantire il funzionamento delle strutture territoriali, in una fase in cui la carenza di infermieri continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema sanitario.
"La discussione in corso richiede una valutazione complessiva sugli effetti che le diverse soluzioni organizzative possono produrre sul sistema sanitario e sulla professione. È importante che ogni scelta venga letta all’interno di un quadro più ampio, che tenga conto della sostenibilità del sistema e della necessità di garantire continuità assistenziale", osserva Claudio Delli Carri, segretario regionale Nursing Up Piemonte e Valle d’Aosta.
Secondo il sindacato, il tema del reclutamento degli infermieri nelle Case e negli Ospedali di Comunità non può essere affrontato esclusivamente come una risposta a esigenze immediate, ma deve essere inserito in una strategia complessiva di rafforzamento della sanità pubblica e di valorizzazione delle professioni sanitarie. "Il punto centrale resta la capacità del sistema di rendere la professione infermieristica attrattiva e riconosciuta. Non è solo una questione numerica, ma di condizioni di lavoro, prospettive di crescita e riconoscimento del ruolo professionale", prosegue Delli Carri.
Nursing Up richiama inoltre la necessità di una programmazione coerente delle risorse professionali. A distanza di quattro anni dall’emanazione del Decreto Ministeriale 77/2022, che ha definito il modello organizzativo della sanità territoriale e delle nuove Case e Ospedali di Comunità, il sindacato ritiene legittimo interrogarsi sulle ragioni che oggi portano a valutare strumenti straordinari per reperire personale infermieristico.
"Dopo quattro anni dall’avvio della riforma territoriale, non possiamo accettare che si arrivi a discutere di soluzioni che rischiano di configurarsi come scorciatoie organizzative. Una situazione che richiama altre esperienze già viste, come l’utilizzo dei concorsi di Azienda Zero di fatto come meccanismo di mobilità del personale, anziché attraverso gli istituti regionali previsti dall’ordinamento. La sanità pubblica ha bisogno di programmazione, regole certe e investimenti strutturali sulle persone", sottolinea Delli Carri.
L’organizzazione sindacale richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di politiche strutturali che intervengano sulle cause della carenza di personale infermieristico, con particolare riferimento alle condizioni lavorative, alla valorizzazione economica e ai percorsi di carriera.
In questa prospettiva, Nursing Up sottolinea come il rafforzamento della sanità territoriale debba essere accompagnato da interventi coerenti sul piano delle risorse umane, evitando risposte emergenziali.
"Il sistema sanitario regionale deve mantenere una visione chiara e coerente sul futuro della professione infermieristica. Solo attraverso un investimento reale sulle persone sarà possibile garantire la tenuta e la qualità dell’assistenza sul territorio", conclude Delli Carri.
CUNEO Amos

Condividi