Allarme all’Ospedale di Mondovì: “Rischio concreto di dimezzamento dell’organico di Radiologia”
L’accusa della consigliera regionale Giulia Marro: “Una carenza di personale significa rallentamenti, disservizi e un ulteriore aggravio delle liste d’attesa”La consigliera regionale Giulia Marro (Alleanza Verdi Sinistra) ha portato oggi in Consiglio regionale la situazione preoccupante della Radiologia dell’ospedale Regina Montis Regalis di Mondovì, presentando un question time all’assessore alla Sanità Federico Riboldi.
Secondo quanto segnalato da più fonti e confermato dalla stessa Asl CN1, il reparto sta attraversando una “fase delicata”: diversi medici, vincitori di concorso presso altre aziende sanitarie, sarebbero intenzionati a trasferirsi, con il rischio concreto di una riduzione fino alla metà dell’organico. “Parliamo di un servizio essenziale – sottolinea Marro – che garantisce il funzionamento del pronto soccorso, della chirurgia e di tutto il percorso diagnostico. Una carenza di personale in Radiologia significa inevitabilmente rallentamenti, disservizi e un ulteriore aggravio delle liste d’attesa”.
La consigliera ha inoltre evidenziato “la contraddizione tra questa situazione e i recenti investimenti sul presidio ospedaliero: dall’introduzione della TAC mobile proveniente dalla maxi emergenza 118, alla previsione di una seconda TAC, fino all’acquisto di nuove apparecchiature diagnostiche”. “Si investe giustamente in tecnologia – prosegue – ma senza medici il rischio è che queste risorse restino inutilizzate”.
Nella risposta in aula, l’assessore Riboldi ha confermato che oggi sono 3 le comunicazioni di recesso volontario riguardanti specialisti operanti e non ha fornito indicazioni precise su come verranno reperiti i medici specialisti necessari, limitandosi a indicare il ricorso a convenzioni tra enti per l’utilizzo di graduatorie concorsuali anche di altre aziende ospedaliere, in Piemonte e Liguria, e l’indizione di nuovi concorsi pubblici, valutando anche forme contrattuali flessibili.
“Continuerò a monitorare la situazione - conclude Marro - perché un reparto presentato come un’eccellenza, anche grazie ai nuovi macchinari, non diventi una cattedrale nel deserto, senza personale che li faccia funzionare”.
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