Moscato, Coldiretti Cuneo all'industria: "È inaccettabile pretendere una resa inferiore al 2025"
In Regione, l’organizzazione respinge la proposta degli industriali: “Il futuro si difende partendo da chi coltiva, il limite massimo di mediazione resta 85”Fissare la resa per la prossima vendemmia a 80 quintali/ettaro, come propone l’industria, non è accettabile, così come non è accettabile il prezzo proposto. È quanto afferma Coldiretti Cuneo in esito a quanto emerso al tavolo di confronto sulle DOCG del Moscato d’Asti, convocato dall’Assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, avvenuto ieri, giovedì 18 giugno, presso la Regione Piemonte.
“Alla luce della situazione che le imprese vitivinicole stanno già vivendo, con i costi di produzione schizzati in alto, 85 quintali ad ettaro rappresentano il termine massimo di mediazione dal quale non è possibile scendere senza penalizzare ulteriormente il comparto – sottolinea Monica Monticone, membro di Giunta di Coldiretti Piemonte con delega territoriale al settore vitivinicolo –. Non è più accettabile l’atteggiamento di una parte dell’industria, soprattutto quando alcune realtà che hanno siti di produzione sul territorio piemontese assemblano bevande o simil-bevande, anche a base vino, senza utilizzare le produzioni del territorio. Ci aspettavamo una presa di posizione e un sostegno più netto da parte politica, che purtroppo nella riunione di ieri non abbiamo visto”.
Cuneo è la prima provincia piemontese per superficie vitata a Moscato, con oltre 3.600 ettari, pari al 38% del totale, seguita da Asti con il 37% e Alessandria con il 25%. L’area del Moscato coinvolge 51 Comuni piemontesi, di cui 14 in provincia di Cuneo: Alba, Castiglione Tinella, Castino, Cossano Belbo, Mango, Neive, Neviglie, Perletto, Rocchetta Belbo, Santa Vittoria d’Alba, Santo Stefano Belbo, Serralunga d’Alba, Treiso e Trezzo Tinella.
“Il Moscato d’Asti e l’Asti DOCG non stanno vivendo una difficoltà passeggera, ma una crisi strutturale che richiede responsabilità, coraggio e scelte chiare – aggiungono Enrico Nada e Francesco Goffredo, Presidente e Direttore di Coldiretti Cuneo –. Oggi serve una linea seria e sostenibile prima della vendemmia, a partire da rese, superi e prezzo, ma serve anche un progetto di prospettiva che difenda il valore dell’origine, contrasti la concorrenza di prodotti generici ottenuti con mosti esteri e garantisca una giusta remunerazione a chi coltiva. Senza reddito per i produttori agricoli, non c’è futuro per il Moscato”.
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