Bilancio incrementa le aliquote IMU sulle seconde case
Il sindaco Gianni Fogliato: “Per quanto riguarda la Tari, abbiamo fatto una scelta netta, affidando tutto il ciclo di lavorazione dei rifiuti a una società pubblica”Riceviamo e pubblichiamo:
A oltre dieci anni dall’ultimo intervento sul fisco locale, i maggiori oneri che si prevedono di affrontare a partire dal 2026 non consentono più di farvi fronte unicamente attraverso un progressivo taglio delle spese non necessarie ed un’oculata gestione dei servizi. La conseguenza sarebbe stato un inevitabile taglio dei servizi, in quantità o qualità, ipotesi che si vuole scongiurare in virtù dell’importanza e della centralità che gli stessi rivestono nella comunità locale.
Fattori esogeni come il giusto rinnovo dei contratti del personale, sia degli enti locali sia quello ausiliario che in gran parte opera in cooperativa, oppure la ripresa dei tagli di spesa dei Comuni per la contribuzione al patto di stabilità interno, sono alla base delle preoccupazioni degli amministratori locali al pari di un’inflazione che solo da un anno a questa parte ha mostrato una flessione dopo una forte galoppata verso l’alto specie per le spese nel settore alimentare, ed il Comune gestisce un “ristorante” da duemila pasti al giorno, così come l’incremento degli oneri fissi derivanti dai canoni e dalle utenze. Pasti e bollette, anche il Comune, famiglia di famiglie, deve affrontare le medesime sfide quotidiane nel far quadrare il lunario che i braidesi hanno conosciuto in questi anni.
Per questo la manovra di bilancio 2026 ha voluto intervenire in maniera selettiva sulle entrate dell’ente. In primo luogo incrementando le aliquote IMU sulle secondo case date in locazione: un incremento dallo 0,45 al 0,55% per quelli affittati a canone concordato, continuando a garantire tale possibilità di ricorso agevolato alla locazione per gli studenti universitari e i lavoratori transitori non residenti, e dallo 0,96 al 1,00% per gli altri immobili. Inalterate le altre aliquote del tributo, che continueranno a garantire a Bra una posizione concorrenziale con le realtà analoghe della nostra provincia di pari dimensione demografica.
Inalterate anche le aliquote dell’Addizionale comunale all’IRPEF, anche se verrà ridotta da 10.400 euro a 8.500 euro la soglia di esenzione dal tributo. Una riduzione della “no tax area” che, anche in questo caso, pone Bra come uno dei centri provinciali con la più elevata soglia di esenzione dal tributo.
Discorso a parte riguarda la TARI, la tassa rifiuti, la cui previsione di bilancio sarà soggetta a revisione nel mese di aprile prossimo quando si disporrà del nuovo Piano economico finanziario del servizio. In questi mesi gli uffici comunali, il consorzio di bacino e il gestore del servizio hanno lavorato affinché fosse possibile minimizzare gli effetti di una vicenda che ha segnato la città negli ultimi due anni, con una crisi aziendale dell’appaltatore che non vorremmo più rivivere, sia per il possibile danno ad un servizio pubblico essenziale sia per i lavoratori coinvolti e le loro famiglie.
Abbiamo fatto una scelta netta, che rompe con il passato, affidando tutto il ciclo di lavorazione dei rifiuti ad una società pubblica di cui il Comune di Bra è il secondo socio ma il primo cliente. Questo comporterà delle rimodulazioni dei servizi, con l’obiettivo di fare in modo che ad analoghi servizi corrispondano costi analoghi. Sempre a riguardo della TARI, dal 2026 entrerà in vigore il nuovo “bonus sociale rifiuti”, definito e regolamentato dall’autorità di regolazione ARERA, che andrà a sostituire i precedenti bonus legati all’ISEE previsti dal regolamento comunale.
Come previsto dalla legge, sono stati adeguati ai tassi di inflazione gli importi legati al costo di costruzione, alla base degli oneri di urbanizzazione, ed il Canone unico patrimoniale e mercatale.
Il sindaco di Bra Gianni Fogliato
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