“L’intesa raggiunta sul prezzo del latte è un passo importante per la stabilità degli allevamenti”
Coldiretti Cuneo commenta l’accordo raggiunto dal Ministero dell’Agricoltura che prevede che il costo base del prodotto venga definito con sistemi differenziati“L’intesa raggiunta sul prezzo del latte rappresenta un passaggio importante per assicurare un periodo di stabilità agli allevamenti”. È quanto commenta Coldiretti Cuneo in una fase resa particolarmente complessa per gli andamenti e gli incrementi di produzione, anche a livello europeo.
L'accordo definisce il prezzo base per il latte del Nord Italia con sistemi differenziati. Nei 6 mesi prevede un prezzo di 48 centesimi per i primi due mesi di luglio e agosto, poi 49 centesimi a settembre e ottobre, fino a 50 centesimi a novembre e dicembre.
Cuneo è tra le prime province, a livello nazionale, per la produzione di latte, con 6.967.140 quintali annui, prodotti da aziende tra le più professionali al mondo e con svariate tipologie di formaggi, tra cui spiccano alcune DOP. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere e crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda.
“Un accordo che dimostra l’impegno di Coldiretti per garantire stabilità agli allevatori per i prossimi 6 mesi e contrastare le speculazioni sul prezzo del latte mettendo concretamente dei paletti – evidenzia Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo –. Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e il nostro territorio su cui è presente una straordinaria biodiversità”.
“Ribadiamo come sia importante che l’industria piemontese valorizzi veramente le produzioni territoriali evitando forme di speculazione che mettono fortemente a rischio i produttori – afferma Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo –. Poiché tutte le etichette dei prodotti che contengono latte estero riportano ‘Ue’ o ‘extra Ue’, invitiamo i consumatori, per sostenere le nostre imprese, a leggere bene la provenienza perché nei casi sopra citati significa, certamente, che si tratta di latte non italiano e tantomeno piemontese. La zootecnia da latte costituisce un tassello fondamentale dell’economia della nostra Regione per questo è necessario dare traiettorie di futuro alle famiglie evitando storture lungo la filiera”.
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