Si litiga ancora sul “non cantiere” di piazza Europa: “Le telecamere costano 5mila euro l’una”
Lauria (Futuro Nazionale) incalza sulla videosorveglianza, Bongiovanni (Cuneo Mia) si arrabbia per le risposte non date. La manutenzione? “Ci sarà”Sono costate 33.611,60 euro le sei telecamere fatte installare dal Comune di Cuneo a protezione del “cantiere” di piazza Europa, allestito e bloccato - per le note ragioni: la protesta degli attivisti da un lato, il suggerimento del Consiglio di Stato dall’altro - nell’arco di una mattinata, quella del fatidico 23 febbraio.
“Stride un po’ - osserva Beppe Lauria (Futuro Nazionale), autore di un’interpellanza sul tema - l’urgenza di mettere telecamere a salvaguardia di un cantiere, sapendo che sarebbe stato tolto. I soldi sono stati impiegati senza alcun tipo di bando, per osservare un cantiere da dismettere”. La risposta dell’assessore all’Innovazione Andrea Girard è che “le telecamere sono state collocate in quel luogo con l’intento di monitorare in particolare il sistema di recinzioni che si stava allestendo, prima che sorgesse l’area di cantiere”. Una scelta fatta “con tempestività per garantire il più possibile la sicurezza degli operatori e dei passanti” e affidata senza gara alla ditta IN.RE.TE di Tarantasca, realizzatrice del sistema di videosorveglianza di corso Giolitti (anche allora fiorirono le polemiche).
“Quella ditta aveva già operato sulla silver house e la giudicavamo a conoscenza delle infrastrutture sotto piazza Europa, così da ridurre un importo già basso per quel tipo di lavoro” replica sul punto Girard, difendendo l’affidamento diretto e il risultato raggiunto: “Nonostante il cantiere non sia attivo, possiamo confermare che le telecamere lo sono e fanno il loro dovere, fino a quando non decideremo in modo diverso”. “Quelle telecamere ad oggi stanno guardando le stelle” ribatte Lauria, stigmatizzando l’installazione di “sei telecamere al prezzo di 5mila euro ciascuna, a proteggere un cantiere che non c’è”.

Scintille sul blitz: “Ma il cantiere ha salvato i fondi”
La “saga” di piazza Europa ritorna nell’interpellanza di Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) sugli eventi del 23 febbraio, ovvero il blitz per l’allestimento del cantiere: “Non vi è dubbio che quell’azione abbia messo a rischio l’ordine pubblico e compromesso la credibilità dell’assessore, che solo pochi giorni prima dichiarava che i lavori avrebbero avuto inizio dalla rimozione degli arredi”. L’esponente dell’opposizione cita un ordine di servizio che dimostrerebbe il contrario: “Si è chiesto che le attività di cantiere avessero inizio ‘prioritariamente’ dalle alberature esistenti: se ne deduce che in quella data si prevedeva l’abbattimento prioritario, a causa anche del divieto imposto dalla legge sulla nidificazione”.
Di qui, aggiunge Bongiovanni, l’anticipazione dei lavori “non alle 9 ma alle 5 del mattino” decisa “nel tentativo di saltare a piè pari l’iter giudiziario presso il Consiglio di Stato”, azione di cui si chiede conto all’assessore alla Mobilità Luca Pellegrino: “Chiediamo di chiarire i fatti del 23 e trarne le conseguenze almeno con il ritiro della delega all’assessore, sempre che sia lui il responsabile”.
Pellegrino risponde osservando che l’installazione del cantiere, in quella fase, serviva ad assicurarsi la proroga dei finanziamenti del bando Periferie, poi deliberata dal governo il 4 marzo: “La proroga oggi ci consente di avere i finanziamenti: i 3 milioni di euro preferisco spenderli per un intervento sulla città che lasciarli a terzi”. In merito alla scansione degli eventi, l’assessore ribadisce che la priorità era la rimozione delle panchine e non il taglio dei cedri: “Non sono tenuto a leggere gli ordini di servizio, perché non mi compete. Il cronoprogramma disponeva la predisposizione del cantiere e la rimozione dei manufatti che si sarebbero potuti rovinare”. Tutto ciò, aggiunge, si sarebbe poi interrotto perché nel pomeriggio il Consiglio di Stato aveva indicato una data per la sospensiva e invitato ad attendere: “Per correttezza abbiamo deciso di sospendere i lavori”.
La risposta manda su tutte le furie l’interpellante: “Sono inc… perché mi sento preso per il naso: vi ho fatto delle domande e non avete risposto a una. Vi ho chiesto di giustificare l’intervento del 23 febbraio e mi venite a dire che avete sospeso i lavori per ordine del Consiglio di Stato: lo avete sospeso perché c’era il presidio. Mi volevate dire che non c’era l’intenzione di abbattere gli alberi in quel giorno?”.

Anche i gonfiabili sono un “caso”: “Vanno spostati”
L’altro tema sollevato da Bongiovanni, su cui è la sindaca a riferire, riguarda la questione dei finanziamenti “in sospeso”: “Sappiamo che si intende utilizzare la somma per il parcheggio del Campidoglio ma avanzerebbero risorse, se così fosse chiediamo come si possa pensare di lasciare a se stessa piazza Europa. Sono dieci anni che non si fa nessun intervento se non la pulizia e il taglio dell’erba in uno dei due prati, visto che l’altro da anni non si vede e non può svolgere la sua funzione di permeabilità e nutrimento ai cedri che si trovano nei pressi: due di questi sono classificati come ‘bisognosi di attenzione’”.
Nel “mirino” c’è lo spazio occupato dalla pista di pattinaggio e dai giochi gonfiabili, oggetto a più riprese delle osservazioni dei consiglieri (cui la giunta, per ora, non ha mai risposto): “Sarebbe opportuno che il tavolato venisse trasferito in altra zona, se possibile su una pavimentazione e non su un terreno permeabile: due i luoghi in cui potrebbe trovare spazio, piazza della Costituzione o l’area del Foro Boario”. “È rimasto in quello spazio fin troppo tempo: quello è ancor oggi un cantiere, rimuovetelo” fa eco Lauria, chiedendo anche la riattivazione della fontana: “Provate a trovare un idraulico che rimetta in funzione quella fontana, probabilmente la piazza, così com’è adesso, risulterà essere accettabile dai più”.
“Questa amministrazione non può dare l’impressione di lasciare all’abbandono la piazza perché non è andato in porto il suo disegno” ammonisce Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), mentre il forzista Franco Civallero rileva che “l’aiuola che costeggia corso Nizza da due o tre anni non è stata sistemata” ed evoca a sua volta la presunta “ripicca”: “Mettete ordine nella piazza anche se per voi è una vendetta, i cittadini non ne hanno colpe”. Va sul “tecnico” Giancarlo Boselli (Indipendenti), ponendo un’unica domanda: “La giunta ha assunto atti formali su piazza Europa dal 23 febbraio ad oggi che riguardino il cantiere, il progetto e il contratto di appalto?”.
“Abbiamo assunto una direttiva che chiede agli uffici di intervenire sui tre contratti in essere” risponde la sindaca Patrizia Manassero: “L’intenzione è di non privarci delle risorse che intendiamo dirottare sul parcheggio di testata. Appena avremo un’autorizzazione faremo un bilancio delle risorse e di come possono essere utilizzate: non è al momento certa la possibilità di ‘dirottarle’”. E la manutenzione? Si farà anche quella: “È chiaro che piazza Europa richieda alcuni interventi di manutenzione dell’esistente: saranno programmati. Il sentimento di vendetta a me non appartiene, quindi non riesco mai a capire quando venga evocato: nessuno voleva il male di nessuno, ma c’erano visioni diverse. Se riusciamo a fare questo passo, ora che i cedri sono salvi, forse riusciremo a capirci maggiormente”.

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