Tutto fermo in piazza Europa, le opposizioni ringraziano gli attivisti: “Senza di voi non saremmo qui”
I consiglieri in aula con un cedro dipinto sulla guancia. Lauria litiga sulla “messa in sicurezza” dopo un infortunio: “Non è un cantiere, le reti vanno rimosse”Il Consiglio comunale che rischiava di saltare alla fine si tiene, con i consiglieri della minoranza a sfoggiare l’inedito face painting di un cedro sulla guancia. La trovata, opera di uno dei sostenitori della protesta in piazza Europa, serve ad aggirare il divieto di esposizione di cartelli e insegne in sala. L’ultimo atto “militante” in un lunedì infuocato dalla polemica sul blitz nell’allestimento del cantiere.
Le reti tirate su alle cinque del mattino, poi smantellate in parte dagli attivisti, infine rimesse ma “congelate” in un’attesa che durerà almeno fino al prossimo 5 marzo: è prevista in quella data l’ordinanza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste, per fermare l’abbattimento dei cedri. L’impressione è quella di un dietrofront abbastanza precipitoso indotto dalle circostanze.
Lo ribadiscono tutti i consiglieri delle opposizioni che si alternano a parlare dopo la sindaca, ringraziando uno dopo l’altro il pubblico in aula: “Saluto con favore il pubblico - esordisce Beppe Lauria (Indipendenza) - che stamattina ha dato prova di ostinata, incredibile e straordinaria determinazione. Se stiamo facendo questa discussione lo dobbiamo alla gente che in questi giorni ha presidiato la piazza”.

È scontro sulla questione della “messa in sicurezza”
La polemica non manca neanche in questa occasione e riguarda quello che la sindaca ha presentato come un necessario intervento di “messa in sicurezza puntuale” del “pre cantiere”, avvertendo: “Non è un completamento della chiusura mascherato”. “Del cantiere oggi in quella zona c’è solo la recinzione, che ha già prodotto la caduta di una signora in questo momento in ospedale” ribatte Lauria, chiedendo di smantellare anche le reti: “Il cantiere presuppone il rispetto della normativa antinfortunistica che niente ha a che vedere col passaggio delle persone e degli animali: la libera circolazione in quello spazio dovrebbe essere garantita, chiedo perciò di togliere quella transennatura in questo momento inutile”.
Ne nasce un dibattito animato in cui interviene la stessa prima cittadina, insieme all’assessore alla Mobilità Luca Pellegrino che ribadisce quanto già garantito: “La recinzione non verrà completata, viene mantenuto quello che è stato posato e semplicemente messo in sicurezza”.

Bongiovanni soft: “Rispettiamo il Consiglio di Stato”
Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) rimarca la “totale autonomia” dei manifestanti rispetto ai gruppi politici e osserva: “Non riusciamo a capire quale sia la motivazione che ha portato il Comune a insistere e ad accelerare. È quello che ha detto anche il Consiglio di Stato, pur rigettando il ricorso sulla sospensiva: se c’è la decisione il 5 marzo, perché accelerare?”. È Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) a salutare, oltre allo scampato blitz di lunedì, anche il successo della manifestazione di domenica: “Sebbene siano firme simboliche, sono state raccolte 450 firme in due ore”. Lui stesso, dice, è stato colto di sorpresa da quanto accaduto: “Dicevo di non aspettarmi che il cantiere iniziasse nella notte o lunedì mattina perché sarebbe stata una cattivissima pubblicità per l’amministrazione”.
Ai manifestanti, il consigliere rivolge l’appello a mantenere la protesta nella legalità: “Il Consiglio di Stato prenderà una decisione che sarà definitiva: dobbiamo rispettare quello che deciderà. Le nostre ragioni le abbiamo portate avanti, abbiamo fatto tutto il possibile per difendere questo patrimonio”. Un appello è rivolto anche all’amministrazione: “Chiediamo adesso di non chiudere la piazza con una recinzione e portare via le reti arancioni ammassate, lasciando libero il passaggio: non ci sono lavori, se non lo smontaggio della pista di pattinaggio”.

Civallero irriducibile: “Pronti a incatenarci agli alberi”
Più duro l’intervento con cui Giancarlo Boselli (Indipendenti) ripercorre la genesi del blitz: “Quale urgenza c’era e perché farlo prima della sentenza del Consiglio di Stato? La risposta è molto semplice: se il blitz fosse riuscito, una volta tirati giù gli alberi sarebbe scomparsa la causa del contendere e la sentenza sarebbe stata superata dai fatti. Il blitz era programmato evidentemente perché c’era il timore che il Consiglio di Stato non desse un parere favorevole a quelle che sono e rimangono le intenzioni dell’amministrazione”.
Non è credibile, sostiene il consigliere, che lo stop sia motivato dalle considerazioni del giudice nella richiesta di sospensiva: “Vi siete fermati perché le persone sono scese in piazza con una partecipazione fortissima. Hanno sostenuto l’azione dei gruppi di opposizione ma i protagonisti sono stati loro: purtroppo per voi non sono rimasti addormentati e vi hanno fermati”.
“Quegli alberi devono rimanere lì, altrimenti ci incateneremo quando arriveranno le motoseghe” avverte Franco Civallero (Forza Italia), ironizzando: “Ci è stato detto che abbiamo disturbato qualcuno che dormiva: guarda caso telefonano sempre ai consiglieri della maggioranza che stavano dormendo a loro volta, perché non li abbiamo visti. Il pubblico non può applaudire, - conclude, rivolto alla platea - ma io vi applaudo perché meritate tanto e avremo ancora bisogno di voi”. Mavy Civallero (SiAmo Cuneo) si dice convinta che “se ci fossimo seduti al tavolino avremmo ragionato, ci sono persone che stanno lavorando in questa piazza e dicono che i cedri potrebbero essere mantenuti: sono anche loro amareggiati”. Poi la polemica con l’assessore Pellegrino: “È venuto per firmare le carte di cantiere e se n’è andato: un atteggiamento veramente poco corretto, tra chi inneggia ai cedri potrebbe esserci anche qualche vostro sostenitore”. Pronta la risposta del diretto interessato: “In piazza non avevo nulla da firmare e non ero tenuto ad andarci, proprio perché mi sembrava corretto esserci alle cinque ero lì: non c’era nessun consigliere”.

Una voce dalla maggioranza per chiamare al rispetto
Unico a parlare tra gli esponenti della maggioranza è il capogruppo di Centro per Cuneo Vincenzo Pellegrino, con un invito alla moderazione analogo a quello già espresso nell’ultimo Consiglio comunale straordinario: “I toni alti e il clima di tensione non appartengono alla politica che vogliamo tutti: esercitiamo il nostro ruolo con senso delle istituzioni, equilibrio e rispetto reciproco. Difendere le proprie idee non significa esasperare gli animi, il buon senso è la prima forma di responsabilità”.
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