Cambio di passo per l’export: il Piemonte chiude il 2025 con una crescita del 2,7%
A sostenere principalmente il risultato sono l’agroalimentare con un aumento del 7,7% e i metalli del 14,5%. Gli incrementi maggiori si sono registrati in Svizzera e SpagnaIn un panorama internazionale segnato da profonde incertezze, il Piemonte conferma la propria solida vocazione all’export chiudendo il 2025 con una crescita delle vendite oltre confine. Questo risultato positivo testimonia la resilienza di un sistema produttivo capace di mantenere una dinamica espansiva nonostante l'inevitabile esposizione alle turbolenze dei mercati globali e alla volatilità dei tassi di cambio. La qualità e la capacità di adattamento delle imprese locali si sono dimostrate, ancora una volta, le leve fondamentali per presidiare le catene del valore internazionali.
La performance complessiva delinea, tuttavia, una realtà a due velocità. Se da un lato il comparto manifatturiero tiene il passo con un incremento del 2,0%, dall'altro emergono fragilità strutturali legate alla storica dipendenza da settori e partner commerciali oggi in fase di radicale riorganizzazione. Il Piemonte si trova dunque in una fase di delicato riassestamento strategico: la capacità di diversificare i mercati di sbocco e di puntare con decisione sui settori emergenti sta diventando il fattore discriminante per garantire la tenuta del sistema. In questo scenario, l'apertura verso nuove direttrici di crescita appare non più solo come un’opportunità, ma come una necessità per bilanciare le difficoltà dei mercati tradizionali e consolidare il vantaggio competitivo regionale.
Nel 2025 il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 61,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,7% rispetto al 2024, anno in cui le vendite oltre confine avevano raggiunto i 60,2 miliardi di euro. Anche le importazioni hanno manifestato un’espansione (+5,0%), raggiungendo i 46,3 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 15,5 miliardi di euro, si è confermato, dunque, ancora una volta di segno positivo.

Nel corso del 2025, l’export italiano ha registrato una crescita complessiva del 3,3%, sintesi di dinamiche territoriali differenziate: l’aumento delle esportazioni è marcato per il Centro (+13,2%), più contenuto per il Sud (+3,2%), il Nord-ovest (+2,3%) e il Nord-est +(2,0%), mentre si rileva un’ampia contrazione per le Isole (-11,0%), dovuta soprattutto alle minori vendite di prodotti della raffinazione.
“Il Piemonte chiude il 2025 con un export al +2,7%: un segnale di tenuta, seppur inferiore al +3,3% della media nazionale. Mentre eccellenze come l'alimentare e i metalli continuano a correre, pesano le difficoltà strutturali dell’automotive e il rallentamento del mercato USA, condizionato da nuovi equilibri interni - commenta Massimiliano Cipolletta, vice presidente Unioncamere Piemonte -. L’attuale instabilità nei rapporti tra Stati Uniti e Iran introduce variabili geopolitiche delicate che richiedono estrema prudenza; non si tratta solo di costi energetici, ma di una ridefinizione delle geografie commerciali. In questo contesto instabile, il ruolo delle Camere di commercio è quello di bussola strategica: insieme al Centro estero per l'internazionalizzazione e alla Regione Piemonte, lavoriamo per accompagnare le imprese verso una diversificazione dei mercati che sappia andare oltre le direttrici tradizionali, oggi messe alla prova da una complessità senza precedenti”.
In questo scenario di profondo riassetto geografico e settoriale, il Piemonte dimostra una reattività significativa, si tratta di un netto cambio di passo rispetto al 2024, quando la regione aveva subito la flessione più marcata tra i grandi poli esportatori italiani: nel 2025, invece, il Piemonte sigla la migliore performance nazionale subito dopo la Toscana, regione che, grazie principalmente all’aumento delle vendite di articoli farmaceutici e di metalli, ha offerto il contributo più rilevante alla crescita dell’export nazionale nel 2025.
Tra le principali regioni esportatrici la Lombardia ha evidenziato una crescita delle proprie vendite oltre confine rispetto al 2024 (+1,8%), confermandosi la prima regione per export a livello nazionale con una quota pari al 26,0%. Al secondo posto per incidenza sul totale italiano (13,1%) si colloca l’Emilia Romagna, che ha mostrato un incremento dell’export dell’1,3%. Terzo per peso (12,4%) il Veneto, ha registrato una sostanziale stabilità delle vendite oltre confine (-0,2%) rispetto al 2024. Grazie a un incremento a doppia cifra delle proprie esportazioni (+21,3%), la Toscana conferma la quarta posizione conquistata già nel 2024, generando una quota dell’11,9% dell’export italiano. Il Piemonte, registrando un aumento di oltre 1,6 miliardi del valore delle merci esportate nel 2025 rispetto al 2024, pari ad una variazione percentuale del +2,7%, si attesta in quinta posizione, con una quota dell’export nazionale del 9,6%.
L'analisi dei singoli comparti per il 2025 delinea una geografia dell'export piemontese in profonda mutazione. I mezzi di trasporto, nonostante una flessione del 2,6%, si confermano il primo settore della regione per peso economico, con una quota del 20,4% sul totale delle vendite estere. Al secondo posto troviamo il comparto della meccanica, che incide per il 17,2%, pur registrando una contrazione del 4,2% rispetto al 2024. In netta ascesa è invece l'alimentare, che consolida la terza posizione superando i 9,6 miliardi di euro di merci esportate, grazie a un solido incremento del 7,7%.

Proseguendo nella graduatoria delle esportazioni, la filiera del tessile e abbigliamento mostra una tenuta sostanziale con una crescita dell'1,1%, mentre la chimica rimane stabile (+0,6%). Al contrario, la gomma/plastica subisce una lieve battuta d'arresto (-1,4%), arrivando a coprire una quota del 7,1%. Nota di rilievo per il settore dei metalli, che inverte la tendenza negativa degli anni passati segnando un balzo del 14,5%, una performance decisamente superiore alla media regionale.
Scendendo nel dettaglio del comparto mezzi di trasporto, il dato più critico riguarda l’export di autoveicoli, che subisce una contrazione dell'11,2%. Tuttavia, il sistema tiene grazie alla componentistica autoveicolare, che segna un incoraggiante +4,9%, dimostrando la capacità dei fornitori locali di diversificare. Segnali positivi arrivano anche dall'aerospaziale, che cresce del 2,4%, mentre prosegue il momento difficile per la nautica (-5,0%) e il settore ferrotranviario (-5,9%), entrambi in territorio negativo.

Il bilancio del commercio estero piemontese nel 2025 conferma la centralità del mercato europeo come principale pilastro della domanda estera regionale. Tra gennaio e dicembre, le vendite verso i paesi dell’UE-27 hanno raggiunto i 37,3 miliardi di euro, incidendo per il 60,3% sul valore complessivo dell’export, a fronte del 39,7% assorbito dai mercati extra-Ue. Entrambi i bacini hanno mostrato dinamiche di segno positivo, sebbene con intensità differenti: le esportazioni verso l'area comunitaria sono cresciute del 3,1%, mentre l’extra-Ue ha segnato un incremento del 2,1%.
Francia e Germania si confermano i perni strategici per le merci piemontesi, coprendo congiuntamente oltre un quarto del valore esportato (28,1%). Il mercato transalpino, primo sbocco assoluto con una quota del 14,9%, ha mostrato una sostanziale stabilità nei volumi, confermando i livelli dell’anno precedente. Parallelamente, la domanda tedesca (13,2% del totale) ha registrato una progressione del 3,1%: tale performance è stata sostenuta dal dinamismo dei comparti dei mezzi di trasporto e dell’agroalimentare, la cui crescita ha permesso di controbilanciare la contrazione rilevata nel settore della meccanica. Sempre all’interno del perimetro comunitario, si osserva una tendenza positiva anche per Spagna e Polonia, pur con intensità sensibilmente differenti. La Spagna, che assorbe il 6,5% delle vendite regionali, ha messo a segno un incremento rilevante, superiore agli 11 punti percentuali. Di segno positivo, seppur su ritmi più contenuti, anche la performance del mercato polacco (5,2% di quota), che ha evidenziato una crescita prossima al punto percentuale.

Al di fuori dei confini comunitari, il 2025 ha presentato dinamiche più articolate. Gli Stati Uniti si confermano il terzo mercato di sbocco globale con una quota del 7,3%, pur scontando una contrazione dell'11,1% rispetto all'anno precedente che è costata un punto percentuale in termini di peso relativo. La flessione del mercato statunitense è apparsa particolarmente marcata per la meccanica e i mezzi di trasporto, mentre il comparto alimentare ha mostrato una maggiore resilienza. Segnali di rallentamento sono giunti anche dalla Cina e dal Regno Unito, che hanno registrato diminuzioni dei valori importati rispettivamente dell'11,7% e del 4,2%.
In questo quadro, emerge il dato molto positivo della Svizzera. Grazie a un incremento del 62,5%, sostenuto soprattutto dai prodotti della gioielleria, bigiotteria e articoli connessi, il mercato elvetico è risalito fino alla sesta posizione tra i partner di riferimento della regione, superando per importanza strategica sia il Regno Unito.
L’analisi territoriale delle vendite oltre confine nel 2025 riflette un quadro di forte eterogeneità, specchio delle diverse specializzazioni settoriali che caratterizzano i distretti produttivi della regione. La provincia di Torino si conferma il fulcro del commercio estero piemontese, originando il 42,7% del valore complessivo regionale, seguita nel ranking da Cuneo (17,8%), Alessandria (12,9%) e Novara (11,2%).
Sotto il profilo delle variazioni tendenziali, la crescita registrata a livello aggregato è la sintesi di performance locali estremamente diversificate. I risultati più brillanti sono stati messi a segno da Alessandria, che ha guidato la dinamica regionale con un incremento a doppia cifra del 10,5%, e Novara, cresciuta del 4,6%. Segnali di consolidamento giungono anche da Torino, che chiude l'anno con una progressione del 2,9%, e Vercelli, attestatasi su un incremento del 2,2%.
Di segno opposto i risultati delle restanti realtà provinciali, che hanno risentito maggiormente dell’instabilità della domanda in specifici comparti di specializzazione. Le contrazioni sono apparse più contenute per il Verbano C.O. (-1,0%), Cuneo (-1,4%) e Biella (-1,6%), mentre una flessione più marcata ha interessato la provincia di Asti, che ha chiuso l'esercizio con un calo del 2,8%.

FOCUS Piemonte-Medio Oriente
In questo quadro di diversificazione geografica, il 2025 ha evidenziato il Medio Oriente come un partner di crescente importanza per l'economia piemontese. Le esportazioni verso quest'area sono aumentate complessivamente del 16,0%, superando la soglia dei 2,2 miliardi di euro e arrivando a pesare per il 3,6% sul totale del commercio estero regionale. Se mercati come il Kuwait (+62,2%) e gli Emirati Arabi Uniti (+7,6%) hanno trainato la crescita a livello geografico, l’analisi merceologica rivela dinamiche settoriali di grande interesse.
A guidare l'exploit sono stati i mezzi di trasporto, che nel 2025 hanno registrato un balzo del +58,1%, diventando la prima voce dell'export verso l'area con una quota del 27,1%. Seguono a ruota i prodotti alimentari, che con una quota del 20,6% e una crescita del 5,9% confermano l'apprezzamento per il "gusto" piemontese nei mercati arabi. Significativa anche la performance del tessile e abbigliamento (+15,7%) e delle sostanze chimiche (+19,5%), comparti che hanno saputo intercettare nuovi spazi di mercato compensando la contrazione registrata dai macchinari (-15,3%), che pur restando un pilastro (14,6% di quota) hanno subito un rallentamento nell'ultimo anno.

È tuttavia fondamentale contestualizzare questi dati: le cifre record del 2025 rappresentano una fotografia consolidata che non risente ancora dell'impatto dell’allargamento territoriale delle tensioni belliche. Poiché le nuove ostilità nell'area sono scoppiate da troppo poco tempo per essere computate nelle statistiche attuali, i loro effetti sulla logistica e sulla tenuta del commercio internazionale rimangono la principale incognita per i prossimi mesi. Il dinamismo dimostrato finora è un segnale di forza, ma la nuova instabilità geopolitica impone una lettura prudente: il successo del 2025 è una base solida che dovrà ora misurarsi con una realtà regionale radicalmente mutata.
CUNEO Piemonte - export - Agroalimentare - Vendite - Metalli - Esportanzioni







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