L’Agenzia delle Entrate “mette nei guai” i contribuenti? “Non è lotta all’evasione, ma accanimento”
Il cuneese Vincenzo Pellegrino solleva il caso delle cartelle di pignoramento emesse a pochi giorni dalla scadenza di rata della rottamazione quaterRiceviamo e pubblichiamo:
Nei primi giorni del 2026, l’Agenzia delle Entrate_Riscossione ha emesso cartelle con pignoramento dei conti correnti a cittadini, famiglie e imprese, in una fase economica già estremamente delicata.
Siamo a pochi giorni dalla scadenza dell’undicesima rata della Rottamazione Quater, uno strumento pensato per permettere a famiglie e imprese di rientrare gradualmente dai debiti col fisco.
Eppure, l’Agenzia decide di mettere ulteriormente pressione, inviando cartelle esecutive proprio ora. Chi non paga le rate della Quater perde i benefici della definizione agevolata e torna alla riscossione ordinaria, con sanzioni e interessi ripristinati.
Si sta introducendo la Rottamazione Quinquies, una nuova possibilità di definizione agevolata. Tuttavia, non si può trasferire automaticamente un debito della Quater decaduto alla Quinques: chi ha perso i benefici deve presentare una nuova domanda e rispettare i requisiti previsti dalla legge. Quindi, non è corretto dire che la semplice irregolarità nella Quater esclude automaticamente dalla Quinques, ma è vero che l’adesione ai nuovi piani richiede la regolarità delle procedure e il rispetto dei termini.
Molte delle cartelle oggi pignorate riguardano debiti che potrebbero rientrare nella Quinques, ma fino a quando non viene presentata la domanda e approvato il piano, la riscossione continua.
Va ricordato che questi contribuenti hanno sempre presentato le dichiarazioni dei redditi. Alcuni hanno subito fallimenti e, in casi documentati, dal 2013 non hanno visto un centesimo dai curatori fallimentari.
È paradossale: chi è sempre tracciabile subisce l’azione più dura, mentre gli evasori totali, che dichiarano zero, restano troppo spesso indisturbati.
Formalmente legittima? Sì. Praticamente ingiusta, controproducente e logorante? Assolutamente sì.
La Legge di Bilancio 2025 parla di accompagnamento, sostenibilità e pace fiscale. Nella pratica, però, si assiste a pressione fiscale che mette a rischio cittadini, famiglie e imprese, genera malumore e incrina la fiducia nello Stato.
Questa non è lotta all’evasione: è accanimento fiscale, che non produce maggiori incassi ma aggrava una crisi già profonda. Se questo non è ciò che il legislatore intendeva, serve un chiarimento politico immediato. Perché così lo Stato non si rafforza, così si incrina la fiducia, così si mettono ulteriormente in difficoltà cittadini, famiglie e imprese.
La sequenza di fatti porta con sé una sorta di malvagità procedurale: creare problemi ai contribuenti per la gestione della Quater, senza ancora poter usufruire della Quinques, pur rispettando la legge… mah
Vincenzo Pellegrino
Consigliere provinciale e comunale di Cuneo
CUNEO fisco - Agenzia delle Entrate - Enti pubblici - evasione fiscale - Rottamazione

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