Scontro sugli OGM in Regione, AVS: “A rischio le filiere biologiche e le piccole e medie aziende agricole”
La consigliera comunale di Alba Martina Amisano: “I consumatori resteranno all'oscuro della filiera dei prodotti che si troveranno nel piatto”Riceviamo e pubblichiamo:
La destra in Consiglio regionale ha bocciato, con l'astensione del consigliere Protopapa della Lega, il nostro ordine del giorno per far sì che la Regione prendesse una posizione chiara contro la deregolamentazione dei cosiddetti nuovi OGM (NGT, in italiano TEA - Tecniche di Evoluzione Assistita), oggetto di un una proposta di regolamento che arriverà nelle prossime settimane al voto al Parlamento UE.
La liberalizzazione completa degli NGT1 - vale a dire oltre il 90% dei nuovi OGM in fase di studio - ne comporterebbe la diffusione senza tracciabilità e metterebbe innanzitutto a rischio l'operato degli agricoltori biologici e OGM-free, posto che sarebbe impossibile evitare le contaminazioni. Tutte le NGT saranno inoltre coperte da brevetti in mano ai colossi dell'agrochimica, cosa che danneggerà ulteriormente le piccole e medie aziende sementiere e in generale la biodiversità agraria in Italia e in Piemonte. Infine, resta il problema di trasparenza per i consumatori, che resteranno all'oscuro della filiera dei prodotti che si troveranno nel piatto e degli impatti su ambiente e salute degli stessi.
Il nostro ordine del giorno raccoglieva le istanze di oltre 200 realtà che nel febbraio 2025 avevano sottoscritto la Dichiarazione congiunta sulla deregolamentazione dei Nuovi OGM organismi geneticamente modificati - “Proteggere le piccole e medie aziende sementiere, gli agricoltori e dei settori bio e OGM free nell'Unione Europea”, a partire da Slow Food Italia e le istanze arrivate al Consiglio Regionale da ARI, ASCI e ARCI.
La “DOP economy” in Piemonte genera un valore di circa 1,64 miliardi di euro (dati 2023), confermandosi come la quarta regione italiana per valore delle produzioni a denominazione di origine, con il comparto vitivinicolo che supera da solo 1,3 miliardi di euro e un impatto complessivo pari al 19% del settore agroalimentare regionale. Il sistema agroalimentare piemontese è strutturalmente fondato su produzioni di qualità differenziata (DOP, DOC, biologico, varietà locali) particolarmente vulnerabili alle conseguenze di un regime NGT con brevetti forti e misure di coesistenza assenti.
Siamo rammaricate che la destra, sempre pronta a dichiararsi al fianco degli agricoltori e a difesa del made in Italy, non abbia accolto le richieste di precauzione nell'utilizzo e tracciabilità dei nuovi OGM né di monitoraggio sull'impatto di queste nuove tecniche sulle filiere piemontesi e sull'economia agro-alimentare regionale, facendo propria la linea del Governo che aveva dato parere positivo alla proposta UE di deregolamentazione.
Prendiamo atto comunque della disponibilità manifestata da Consiglio e Giunta di tornare a confrontarsi sul tema e riproporremo la questione non appena saranno chiare le norme in arrivo da Bruxelles, al fine di tutelare davvero i piccoli e medi agricoltori della nostra Regione e di salvaguardare le filiere bio e in generale la biodiversità agraria dallo strapotere delle multinazionali del settore.
Martina Amisano
Gruppo consiliare AVS - Sinistra Italiana Europa Verde Possibile Reti Civiche
ALBA Regione Piemonte - agricoltura - Aziende - bio - ogm - avs - Martina Amisano

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