Latte e crisi in Medio Oriente, Coldiretti Cuneo: "I caseifici evitino ulteriori speculazioni"
I vertici provinciali dell'organizzazione: "I nostri allevatori non possono continuare a lavorare sotto il costo di produzione"Con aumento dei costi di produzione vanno fermate ulteriori speculazioni dei caseifici che sottopagano gli allevatori. È quanto afferma Coldiretti Cuneo in questo momento di mercato delicato per la zootecnia da latte con il conflitto in Medio Oriente che acuisce le difficoltà.
“Il prezzo del latte riconosciuto ai nostri allevatori non copre assolutamente i costi di produzione, ancor più con gli aumenti dell’energia, dei mangimi e dei carburanti – evidenzia Enrico Nada, Presidente Coldiretti Cuneo -. Una situazione che mette a serio rischio la tenuta delle nostre imprese zootecniche che stanno lavorando senza margini. Oltretutto, Ismea ha aggiornato il costo di produzione del latte 2025 a 50 centesimi. Alla luce del conflitto in Medio Oriente, vanno evitate, quindi, ulteriori forme di speculazione da parte dei caseifici del territorio, oltre a quelle che abbiamo già denunciato nei mesi scorsi rispetto alle importazioni di latte straniero”.
Cuneo è tra le prime province, a livello nazionale, per la produzione di latte, con 6.967.140 quintali annui, prodotti da aziende tra le più professionali al mondo e con svariate tipologie di formaggi, tra cui spiccano alcune DOP. Le importazioni di latte sfuso, cagliate, latte in polvere e crema di latte avvengono soprattutto da Belgio, Germania, Francia e Olanda.
“Una adeguata remunerazione del lavoro degli allevatori è condizione imprescindibile per mettere al sicuro tutta la filiera e continuare a garantire ai consumatori prodotti di qualità che sostengono l’economia, il lavoro e il nostro territorio su cui è presente una straordinaria biodiversità – spiega Francesco Goffredo, Direttore Coldiretti Cuneo -. La situazione che si sta verificando, invece, mette in difficoltà le nostre imprese nel tempo, limita il futuro dei giovani che sempre di più scelgono l’allevamento e causa l’abbandono dei territori sui quali intere generazioni hanno combattuto per evitare lo spopolamento ed il degrado. È quantomai necessario individuare soluzioni concrete e a ristabilire un prezzo del latte che tenga conto dei costi di produzione”.
CUNEO Coldiretti

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