Il responsabile dell’isola ecologica denuncia: “Quell’uomo mi ha minacciato con un machete”
Il diverbio, a Mondovì, era legato allo scarico di rifiuti. Secondo l’autore della querela, lo svuota cantine pretendeva di accedere all’area senza averne dirittoIn piemontese, ha spiegato il testimone, si chiama “sirot”: una specie di roncola, utilizzata per potare i rami. È l’arma che un dipendente della ditta Proteo di Mondovì, responsabile della vigilanza sulle isole ecologiche, racconta di essersi visto sventolare a pochi centimetri dal viso da parte di un individuo che pretendeva di entrare in discarica con un furgone.
Il soggetto, D.B., è titolare di un’azienda individuale a Pianfei e opera come svuota cantine nel Monregalese. Ora è a processo per minaccia aggravata dal possesso di armi, dopo la denuncia presentata dall’addetto della Proteo nel novembre 2023: “Era una persona conosciuta, si è presentato con un furgone e mi sembrava di averlo già visto” ha confermato l’autore della querela. Il problema, aggiunge, è che l’accesso all’area è consentito ai privati che pagano la Tari e non alle aziende. Per giunta “c’è un limite ai conferimenti che si possono effettuare. Il carico era eccedente e soprattutto conteneva rifiuti pericolosi, ricordo bene di aver visto la lana di roccia”.
Il responsabile spiega di aver fatto presente tutto questo al conducente, provocando la reazione: “Lui è sceso una cinquantina di metri più avanti ed è uscito prendendo una sorta di machete. Me l’ha passato davanti al volto, senza prendermi, ma mi ha spaventato moltissimo: a quel punto non ho voluto assolutamente reagire e l’ho lasciato passare”. Proprio in quel momento sopraggiungeva un autista della nettezza urbana il quale, tuttavia, afferma di aver assistito solo alla discussione successiva tra i due: “Sembrava una discussione abbastanza normale ai miei occhi” ha aggiunto.
L’appuntato scelto Giuseppe Capece, in servizio al Nucleo Investigativo dei carabinieri forestali, aveva raccolto subito dopo la denuncia. I riscontri sulla videosorveglianza hanno permesso di confermare con certezza solo la presenza del furgone: “Abbiamo visto dalle telecamere residui plastici, legno e altri tipi di rifiuti sul cassone. Non sembrava ci fossero rifiuti pericolosi”. L’identificazione del presunto autore delle minacce, iscritto all’albo delle gestioni ambientali per una cooperativa multiservice, era arrivata grazie al riconoscimento della persona offesa.
Gli inquirenti avevano documentato tre o quattro accessi dello stesso individuo in quel periodo: “In altre occasioni - conferma il dipendente di Proteo - aveva conferito rifiuti ingombranti, come spesso fanno questi svuota cantine. Queste persone non sono mai in regola, spesso e volentieri dobbiamo subirne le angherie: nonostante gli inviti a non conferire, a volte gli operatori devono fare buon viso”. Dal canto suo, lui stesso afferma di aver ritirato la querela perché intimorito: “Avevo paura per me e per la mia famiglia”.
L’esame dell’imputato è atteso, insieme alla discussione, il 14 dicembre.
MONDOVÌ rifiuti - Mondovì - Pianfei - Armi - Minaccia - Cronaca - isola ecologica

Condividi