Busca, da maggio a ottobre tornano le escursioni guidate ai suggestivi canyon di alabastro rosa
Alla scoperta delle antichissime grotte formatesi almeno 350.000 anni fa. La prenotazione è obbligatoria, posti limitatiDa maggio a ottobre un nuovo ciclo di escursioni guiderà gli appassionati alla scoperta delle cave di Alabastro situate sulla collina dell'Eremo di Belmonte.
L’iniziativa, giunta al terzo anno, è organizzata dall’ecomuseo buschese, un progetto realizzato dall’Associazione Ingenium e dal Comune di Busca insieme a numerose realtà cittadine, che invita abitanti e turisti a scoprire e riscoprire il territorio buschese con lo slogan: “La città che non vedi è sotto ai tuoi occhi”.
Le escursioni, condotte da accompagnatori naturalistici, si svolgeranno ogni seconda domenica del mese, con due partenze: una al mattino alle 9:30 e una nel pomeriggio alle 15:00.
La partecipazione è su prenotazione. Per iscriversi, è possibile scrivere a [email protected] o contattare il numero 353-4694406 durante l’orario di apertura dell’Infopoint, il venerdì dalle ore 10.00 alle 12.00. Il costo è di 10 euro, gratuito per i bambini fino a 6 anni.
Il punto di ritrovo è previsto davanti a Casa Francotto (vicino al Municipio di Busca). Da lì si raggiungerà in auto il Parco Francotto per poi proseguire a piedi fino alle cave. L’attività è di difficoltà T (= turistica) e sono richiesti scarponi da trekking, abbigliamento adeguato, bastoncini e acqua.
Gli appuntamenti avranno il seguente calendario: 10 maggio - 14 giugno - 12 luglio - 9 agosto - 13 settembre - 11 ottobre.
Storia e curiosità
La collina di Busca, sia dal punto di vista geologico che ambientale ha tanto da dire e dare al turismo ambientale di qualità che si sta sviluppando ultimamente, con i risvolti scientifici e storici connessi, che sono quanto mai interessanti. Per quanto riguarda questi ultimi aspetti, le cave di alabastro di Busca, come hanno avuto modo di spiegare i due ricercatori dell’università di Torino in diversi incontri divulgativi, rappresentano un “scrigno” in quanto antichissime grotte, formatesi almeno 350.000 anni fa (a tanto si ferma per ora la datazione in base alle ricerche fin qui concesse dai fondi a disposizione), venute in parte a cielo aperto in seguito all’erosione della collina sovrastante.
Si tratta di cinque gole di lunghezza variabile, fino a oltre un centinaio di metri, profonde anche una trentina, che si trovano sulla collina dell’Eremo, versante orientale, a quota 650 metri, particolarmente suggestive, dai variegati colori che muovono dal rosa scuro al verde muschio, anche a seconda di come vi incide la luce nelle varie ore del giorno.
L’alabastro di Busca è una roccia calcarea, composta essenzialmente da calcite che si è deposta sotto forma di stalattiti, stalagmiti e altre concrezioni che, se sottoposte a tecniche sofisticate, permettono di determinare il clima presente nell’area a partire da glaciazioni molto più antiche dell’ultima, alla quale risale per esempio l’unica altra area sede di ricerca scientifica di paleoclima del Piemonte, Rio Martino di Crissolo, dove i sedimenti fin qui analizzati si fermerebbero a 10.000 anni fa.
Dal punto di vista storico, ed in particolare della storia dell’arte, inoltre, l’impiego dell’Alabastro di Busca è stato diffuso in chiese e case nobiliari dalla metà del Settecento fino alla metà del secolo scorso in tutto il Piemonte ed anche in Francia in tante opere di pregio. La più recente e curiosa presenza dell’Alabastro di Busca è stata rinvenuta nella composizione di un caminetto attribuito alla casa di Napoleone ad Ajaccio. Quanto fosse ritenuto prezioso in quelle epoche è testimoniato anche dal fatto che in diverse chiese esso venisse imitato con dipinti, come nella parrocchia Maria Vergine Assunta e nella chiesa della Santissima Trinità.
BUSCA busca - Cave di alabastro

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