Il maresciallo Quaglia compie 108 anni: auguri al decano dei carabinieri d’Italia
Arruolato nell’Arma nel 1937, ha incarnato un secolo di storia nazionale combattendo in Albania e Grecia e sopportando l’internamento in campo di concentramentoCompie 108 anni il maresciallo Renato Quaglia, il carabiniere più anziano d’Italia. Nella mattinata odierna il comandante provinciale dei Carabinieri di Cuneo, colonnello Marco Piras, gli ha fatto visita presso la residenza per anziani “Fondazione Opera Pia Garelli” di Garessio, accompagnato dai comandanti della compagnia di Mondovì e della locale stazione.

Nato nel 1918 a Cerrina Monferrato, nell’Alessandrino, e arruolatosi diciannovenne nei Reali Carabinieri nel 1937, il maresciallo Quaglia incarna un secolo di storia nazionale. La sua carriera è stata segnata dai drammatici eventi del secondo conflitto mondiale: dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, fu inviato in Albania, dove combatté per sei mesi al fianco degli alpini della divisione “Julia” fino all’invasione italiana della Grecia.
Il suo percorso di sacrificio è proseguito dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando il suo battaglione cadde in un’imboscata tedesca a Nova Gradisca, in Croazia. Deportato in Germania, Quaglia fu internato nel campo di concentramento Stalag III-C, a circa 80 chilometri da Berlino. Durante i 25 mesi di prigionia, fu costretto al lavoro forzato in una fabbrica di munizioni per mitragliatrici antiaeree, fino alla liberazione avvenuta con l’arrivo delle truppe alleate.

Congedatosi dall’Arma dopo circa 25 anni di onorato servizio, il maresciallo non ha mai reciso il legame profondo con l’istituzione, rimanendo una figura di riferimento per i colleghi delle sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo. Durante l’incontro il maresciallo si è mostrato lucido e vivace nei ricordi. “Alla presenza del colonnello Piras, - sottolinea il comando dell’Arma - Quaglia si è alzato in piedi in segno di rispetto verso i superiori, testimoniando una disciplina ed un attaccamento ai valori dell’Arma rimasti immutati nel tempo”.
A conclusione della visita, il comandante provinciale ha consegnato al maresciallo un dono simbolico inviato direttamente dal comandante generale, a suggello di “un legame indissolubile tra l’Arma e i suoi membri più anziani, custodi della memoria e dei valori del Paese”.
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