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MONDOVÌ - Saturday 17 January 2026, 07:04

La cupeta, orgoglio della tavola monregalese, conquista il Gambero Rosso

Il dolce antico di Mondovì e di Dogliani protagonista di un approfondimento della prestigiosa rivista gastronomica tra storia, identità e memoria
La copertina dell'articolo sul Gambero Rosso
La copertina dell'articolo sul Gambero Rosso

Un dolce umile, fatto di miele, frutta secca e ostie, nato nelle cucine di casa e nelle feste di paese, varca oggi i confini locali e conquista uno dei palcoscenici più autorevoli dell’enogastronomia italiana. La cupeta, eccellenza storica della tavola monregalese e di Dogliani, è infatti protagonista di un approfondimento pubblicato dal Gambero Rosso, che ne racconta origini, varianti e significato culturale, riportando sotto i riflettori una tradizione tanto antica quanto identitaria.

Un riconoscimento importante per Mondovì, per il territorio monregalese e doglianese, che vedono celebrato uno dei loro dolci più rappresentativi sulle prestigiose colonne di una testata da sempre attenta alla qualità, alla memoria gastronomica e al valore dei territori. La cupeta, d’altro canto, non è solo una specialità dolciaria, ma un vero e proprio racconto commestibile, capace di unire storia, cultura popolare e sapori autentici.

Nella versione piemontese, la cupeta si presenta come un “sandwich” di due ostie, che racchiude un ripieno di miele caldo, noci e nocciole tostate, pressato fino a ottenere la caratteristica compattezza. Un dolce semplice solo in apparenza, che richiede gesti antichi e precisione artigianale, tramandati di generazione in generazione. Un tempo era preparata in casa, soprattutto nei mesi invernali, e consumata in occasione delle feste religiose e delle ricorrenze più sentite, come Sant’Antonio Abate, molto caro alla tradizione contadina.

Il Gambero Rosso ripercorre anche le radici storiche della cupeta, che affondano in un passato lontano e affascinante. Secondo diverse ricostruzioni, il nome deriverebbe dal termine arabo qubbayt e il dolce sarebbe stato probabilmente importato dai Saraceni durante le incursioni del IX-X secolo, quando queste popolazioni raggiunsero anche le valli piemontesi, Mondovì e l’alta val Tanaro. Un’origine che spiega perché preparazioni simili si ritrovino ancora oggi nel Sud Italia, come la cubaita, realizzata però con mandorle anziché nocciole, a dimostrazione di come una stessa tradizione si sia adattata alle materie prime dei diversi territori caduti sotto il dominio saraceno.

Nel racconto della rivista emergono con forza il legame tra la cupeta e il Monregalese, con Mondovì come uno dei centri principali della sua produzione storica, e quello con Dogliani, dove questo dolce continua a rappresentare un simbolo di identità locale. Alcune pasticcerie e panetterie del territorio, tra cui realtà storiche e botteghe artigiane, vengono citate come custodi di una tradizione che resiste al tempo e alle mode, mantenendo intatto il sapore autentico del passato.

La presenza della cupeta sulle colonne del Gambero Rosso non è solo una celebrazione gastronomica, ma anche un invito alla riscoperta. In un’epoca dominata da dolci industriali e sapori standardizzati, questo prodotto racconta un’altra idea di cucina: fatta di stagionalità, semplicità e profondo legame con il territorio. Un’eccellenza silenziosa, che oggi trova nuova visibilità, diventando ambasciatrice del Monregalese e di Dogliani in tutto il Belpaese.

Un riconoscimento che restituisce dignità e valore a un dolce antico, confermando come anche le tradizioni più locali, se autentiche, possano arrivare lontano. E come una semplice (ma gustosa) cupeta possa raccontare, meglio di mille parole, la storia di una terra.

Alessandro Nidi
luogo MONDOVÌ
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Tag:
Mondovì - Dogliani - Gambero Rosso - Cupeta
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