A Santo Stefano Belbo si chiude la ventiseiesima edizione del Pavese Festival
Il programma proseguirà con Paolo Di Paolo il 3 luglio e poi il 5 luglio con il concerto di AmemaneraSi è appena conclusa la XXVI edizione del Pavese Festival 2026 che ancora una volta - dal 22 al 28 giugno - ha animato il paese natale di Cesare Pavese con presentazioni di libri, talk, spettacoli dal vivo, mostre, attività all’aperto e laboratori per tutte le età. Tra gli ospiti di questa edizione Iaia Forte, Vera Gheno, Matteo Caccia, Andrea Pezzi, Omar Pedrini, Neri Marcorè ed Erica Boschiero.
"Il calore dell’umanità" commenta Pierluigi Vaccaneo, direttore della Fondazione Cesare Pavese. "Il Pavese Festival 2026 ci ha regalato tanta passione e la consapevolezza che, laddove ci sono i contenuti, le persone si raccolgono attorno al falò culturale che scalda, più ancora della canicola di fine giugno, cuori e sentimenti. In un tempo in cui tutto sembra consumarsi con la velocità di uno schermo, abbiamo riscoperto il valore dell’incontro, dell’ascolto e del dialogo. È questa la più grande eredità di questa edizione: aver dimostrato che la cultura continua a essere uno spazio vivo, capace di creare comunità, generare pensiero e restituire centralità all’essere umano. Pavese ci ha insegnato che la letteratura serve a riconoscersi negli altri; il Festival ha trasformato quella lezione in un’esperienza condivisa, confermando Santo Stefano Belbo come un luogo in cui le parole non vengono soltanto lette, ma vissute".
Il programma continua ora con il calendario off che porterà il festival prima ad Alba, il 3 luglio con un monologo di Paolo Di Paolo, e poi a Bossolasco, il 5 luglio, con il concerto di Amemanera. Dal Piemonte si sposterà poi il 21 agosto a Maratea e l’8 settembre a L’Aquila, con uno spettacolo di Alessandro Preziosi all’interno del calendario di eventi della Capitale italiana della Cultura 2026.
Il programma Off
Venerdì 3 luglio alle 21.30 all’Arena Guido Sacerdote di Alba, lo scrittore Paolo Di Paolo accompagnerà il pubblico in un viaggio tra le parole di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, organizzato in collaborazione con il Centro Studi Beppe Fenoglio e ispirato al tema di questa edizione del festival, Ritorno all’uomo. Un appuntamento unico tra due autori figli delle Langhe del Novecento che condividono il mestiere di lavorare sulle parole nuove: parole attese perché servono agli uomini e all'uomo devono ritornare. Domenica 5 luglio alle 21.30 in piazza XX settembre a Bossolasco, Marco Soria con il progetto Amemanera propone invece un viaggio musicale nella memoria del territorio dal titolo Musica dalle radici: un percorso “a modo proprio” (a me manera) per rendere la tradizione attuale e il presente più consapevole delle proprie radici, tra composizioni originali e testi che rispettano le origini con libertà creativa. Con Massimo Celsi alle tastiere, Massimo Scoca al basso e contrabbasso e Luciano Alì alle percussioni. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso gratuito su prenotazione dal sito della Fondazione (fondazionecesarepavese.it). Il festival torna poi a Maratea, dove Cesare Pavese ambientò il romanzo Fuoco grande, per il consueto appuntamento organizzato in collaborazione con l’Associazione Lu.Pa., quest’anno intitolato Le parole sono il nostro mestiere: un talk che vedrà il direttore della Fondazione Cesare Pavese Pierluigi Vaccaneo dialogare sul tema del festival con le professoresse Vincenza Laino e Chiara Graziano, con la moderazione di Francesco Fontana e Luca Luongo. Infine, martedì 8 settembre alle 21.30 l’Auditorium del Parco dell’Aquila ospiterà Alessandro Preziosi con lo spettacolo Il mestiere di amare, adattamento del diario pavesiano di Tommaso Mattei inserito nel calendario degli eventi della Capitale italiana della Cultura 2026.
SANTO STEFANO BELBO Santo Stefano Belbo - Varie

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