Colline in Musica riempie le sale e punta sui giovani: un viaggio tra talenti e grandi repertori
Dopo il concerto inaugurale sold out al Castello di Guarene, la rassegna tra Langhe, Roero e Monferrato ha fatto registrare una partecipazione significativa anche negli appuntamenti successiviSale piene, partecipazione internazionale e una risposta del pubblico che continua a crescere. Colline in Musica entra nel cuore della sua sesta edizione confermando una formula che unisce qualità artistica, paesaggio e dialogo tra culture differenti. Dopo il concerto inaugurale sold out al Castello di Guarene, la rassegna diffusa tra Langhe, Roero e Monferrato ha fatto registrare una partecipazione particolarmente significativa anche negli appuntamenti successivi, confermando l'interesse verso una proposta che non rinuncia alla ricerca e alla scoperta.
UN AVVIO CHE CONFERMA LA CRESCITA DEL FESTIVAL
Particolarmente partecipati sono stati gli appuntamenti del 5 e 6 giugno con l'Ensemble del Conservatorio di Chengdu. Il Castello Comunale Falletti di Barolo e l'Archivio di Stato di Torino hanno accolto un pubblico numeroso per due concerti che hanno messo in dialogo repertorio occidentale e tradizione cinese, offrendo uno dei tratti distintivi di questa edizione dedicata alle “Radici”.
Molto apprezzato anche il concerto del 7 giugno nella chiesa romanica di San Secondo a Cortazzone, dove l'Ensemble Armoniosa ha proposto un itinerario attraverso il barocco italiano tra Vivaldi, Händel, Geminiani e Albinoni.
Un risultato che assume particolare valore considerando la natura stessa della proposta artistica. “Abbiamo avuto sale piene e una risposta che ci ha colpiti. Non era affatto scontato, perché spesso proponiamo repertori che qualcuno potrebbe definire impegnativi. In realtà il pubblico risponde quando trova qualità, autenticità e occasioni di scoperta”, osserva Adrian Pinzaru, membro del comitato artistico del Festival.
PRIMA TAPPA: IL WEEKEND TRA CORTEMILIA, CASTAGNITO E PIOBESI D'ALBA
Prima del nuovo focus dedicato ai giovani interpreti, Colline in Musica farà tappa venerdì 12 giugno all’ex Convento dei Francescani di Cortemilia con il violinista Kai Gleusteen e la pianista Catherine Ordronneau. Il programma unirà Bach, Enescu e Joaquín Nin in un percorso che attraversa le radici della musica europea e le sue trasformazioni popolari.
Sabato 13 giugno il Festival arriverà al Teatro Comunale di Castagnito con il violoncellista armeno Hayk Sukiasyan e il pianista giapponese Wataru Mashimo. Accanto a Beethoven, Debussy e Respighi troveranno spazio importanti pagine della musica armena del Novecento.
Domenica 14 giugno la Sala Polivalente di Piobesi d'Alba ospiterà invece il Duo Claude, formato da Pasquale Gravina Allegretti al violino e da Wataru Mashimo al pianoforte, con un programma che attraversa Schubert, Mozart e Stravinsky, confermando il dialogo tra tradizione e innovazione che caratterizza l'intera rassegna.
DALLE FISARMONICHE PREMIATE A CASTELFIDARDO AI TALENTI DI DOMANI
Se il weekend del 12-14 giugno rappresenta un ponte tra culture e repertori differenti, quello successivo metterà invece al centro una delle linee guida più importanti del Festival: la valorizzazione delle nuove generazioni di musicisti.
Venerdì 19 giugno il Castello di Grinzane Cavour ospiterà il Trio Spectrum, formato da Gabriele Caivano, Alfredo Barberio e Nicolas Lepore. I tre giovani musicisti del Conservatorio di Potenza si sono recentemente distinti a livello internazionale conquistando il podio al prestigioso Premio Internazionale della Fisarmonica di Castelfidardo, uno dei concorsi più importanti al mondo dedicati allo strumento. Il loro concerto sarà costruito quasi interamente su trascrizioni e adattamenti per trio di fisarmoniche, una formazione rara e capace di creare un impasto sonoro particolarmente originale. “Tre fisarmoniche insieme rappresentano una scelta molto particolare. Normalmente si tende a evitare strumenti con la stessa identità timbrica, ma in questo caso il risultato è sorprendente. Li ho ascoltati dal vivo e ne sono rimasto davvero impressionato”, racconta Pinzaru.
Sabato 20 giugno il Castello dei Marchesi di Busca a Mango vedrà protagonista il chitarrista Domenico Mottola, già ospite del Festival nella scorsa edizione e considerato uno dei più interessanti interpreti della sua generazione. “La chitarra sola è una sfida enorme. Richiede personalità, maturità interpretativa e capacità di mantenere viva la tensione musicale. Anche in questo caso abbiamo invitato un musicista di altissimo livello”, spiega Pinzaru.
Domenica 21 giugno la Sala Fenoglio di Alba accoglierà infine il quartetto formato da Yu Ran al violino, Luosha Fang alla viola, Jacopo Sommariva al violoncello e Alessandro Deljavan al pianoforte. In programma il Trio d'archi di Schubert e il Quartetto op. 26 di Brahms. Tra i protagonisti spiccano proprio la giovanissima Yu Ran, musicista cinese che vive e studia a New York, e Jacopo Sommariva, già impegnato professionalmente al Teatro La Fenice di Venezia.
IL FESTIVAL CHE SCEGLIE DI INVESTIRE SUI GIOVANI
La valorizzazione dei giovani talenti non rappresenta una scelta occasionale, ma uno degli elementi fondanti di Colline in Musica. “Il nostro Festival non guarda soltanto ai grandi nomi. Nel suo Dna c'è la volontà di dare spazio ai giovani interpreti e ai musicisti che stanno costruendo oggi il proprio percorso. Questo weekend ne è forse l'esempio più evidente: sono artisti giovani, ma già professionisti e protagonisti di percorsi importanti”.
Una filosofia che attraversa tutta l'edizione 2026, dalla commissione affidata al compositore piemontese Gioele Pierro per il concerto inaugurale fino alla presenza costante di interpreti emergenti accanto a musicisti già affermati.
FARE CULTURA SIGNIFICA AVERE CORAGGIO
Nel ragionamento di Pinzaru emerge anche una riflessione più ampia sul ruolo culturale della manifestazione. “Quando si utilizzano risorse pubbliche bisogna certamente coinvolgere il pubblico, ma bisogna anche fare cultura. Fare cultura significa avere il coraggio di proporre nuove composizioni, repertori meno frequentati, giovani interpreti e nuovi orizzonti. È così che si restituisce valore a un investimento culturale”.
Dal suo punto di vista il successo delle prime settimane dimostra che esiste spazio per una proposta diversa da quella dei grandi eventi costruiti esclusivamente sulla notorietà. “Molte opere che oggi consideriamo capolavori sono state percepite come difficili quando sono nate. Il nostro compito è creare curiosità, costruire ascolto e offrire occasioni di scoperta. È una responsabilità culturale che sentiamo particolarmente”.
UNA BELLEZZA CHE ARRIVA DA LONTANO
I risultati sembrano dare ragione a questa impostazione. Accanto al pubblico del territorio, il Festival sta registrando presenze provenienti da diversi Paesi. “Abbiamo incontrato spettatori arrivati dall'America, dall'Australia, dall'Olanda. Le Langhe sono conosciute nel mondo per il vino, il paesaggio e la gastronomia, ma esistono anche altre forme di bellezza che meritano di essere raccontate. Colline in Musica prova a fare proprio questo: mostrare un territorio attraverso la cultura e attraverso la qualità artistica”.
Tra castelli, teatri, archivi storici e luoghi simbolo del paesaggio piemontese, Colline in Musica continua così il proprio viaggio, trasformando ogni concerto in un incontro tra territori, generazioni e culture differenti. Il Festival Colline in Musica è realizzato da MUST in collaborazione con I’m Exchange Association. Tutti i concerti, a ingresso gratuito, inizieranno alle 18.30. Programma completo su www.roeroculturalevents.it.
ALBA colline in musica

Condividi