Festival Artemisia: ad Alba due giorni per ripensare il rapporto tra acqua, clima ed emozioni
Scienza, partecipazione e arte al centro del primo festival promosso da Source International. Dalla crisi idrica delle Langhe alle soluzioni concrete, passando per eco-ansia e scelte quotidianeSi è svolto il 14 e 15 marzo ad Alba, presso il Centro Congressi “G. Morra”, Artemisia, primo festival promosso da Source International in collaborazione con Italia che Cambia e Centro Libenter, e con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, dedicato ai temi dell’acqua, del cambiamento climatico e delle emozioni che questi fenomeni generano nelle persone.
L’evento ha trasformato la città in uno spazio di confronto, formazione e azione concreta, coinvolgendo cittadinanza, scuole, ricercatori e professionisti in un programma articolato tra talk, laboratori, momenti di networking e performance artistiche.
Un progetto che nasce dal territorio
Alla base del festival c’è una criticità reale e spesso invisibile, la fragilità idrica delle Langhe. Negli ultimi anni, diversi comuni dell’Alta Langa hanno affrontato situazioni di emergenza con approvvigionamento tramite cisterne anche nei mesi invernali.
"Abbiamo iniziato a lavorare su questo territorio perché la questione dell’acqua è molto più fragile di quanto si pensi. È nato così un percorso fatto di azioni concrete, nelle scuole e nella comunità", ha spiegato Flaviano Bianchini, fondatore di Source International.
Accanto all’impegno internazionale, il progetto ha infatti sviluppato interventi locali: sistemi di raccolta dell’acqua piovana, riforestazione con specie autoctone e percorsi educativi. Artemisia rappresenta l’evoluzione naturale di questo percorso, con l’obiettivo di portare questi temi nello spazio pubblico e renderli accessibili a tutti. Il festival è stato progettato come un’esperienza attiva, non solo di ascolto. Accanto agli incontri, ampio spazio è stato dedicato ai laboratori, pensati per offrire strumenti concreti replicabili nella vita quotidiana, e avvicinare un pubblico più ampio a temi complessi, come la crisi climatica, rendendoli più comprensibili e agibili.
L’acqua come chiave per leggere il cambiamento climatico
Tra i contributi scientifici, è emersa con forza la centralità dell’acqua come indicatore della crisi climatica. Elisa Palazzi, docente e ricercatrice all'Università di Torino e divulgatrice scientifica, ha sottolineato come "l’acqua rappresenti una vera e propria lente per osservare i cambiamenti in atto: dalla riduzione dei ghiacciai all’innalzamento dei mari, fino all’aumento degli eventi estremi legati alla maggiore presenza di vapore in atmosfera. Un cambiamento che non riguarda la quantità totale di acqua sul pianeta, ma la sua distribuzione e accessibilità, con impatti diretti su comunità ed ecosistemi".
Silvia Garofalo, ricercatrice al Politecnico di Torino, ha evidenziato il concetto di impronta idrica. "Dietro ogni prodotto che consumiamo c’è una quantità spesso invisibile di acqua. Questa consapevolezza rende evidente quanto le scelte quotidiane – in particolare quelle legate al consumo e allo spreco – abbiano un impatto diretto sulle risorse idriche". Il tema si collega anche all’alimentazione. Il sistema alimentare rappresenta, infatti, uno dei principali fattori di pressione ambientale, ma anche uno degli ambiti in cui le persone possono agire concretamente, orientando le proprie scelte verso modelli più sostenibili.
Emozioni, eco-ansia e biofilia
Un altro asse centrale del festival è stato quello delle emozioni legate alla crisi ecologica. Matteo Innocenti, psichiatra, psicoterapeuta e autore, ha spiegato come le emozioni – dalla paura alla preoccupazione fino all’eco-ansia – non siano solo una reazione, ma una forza motrice del cambiamento. "Se ascoltate e gestite correttamente, possono spingere all’azione e a comportamenti pro-ambientali, al contrario, se troppo intense, rischiano di generare blocco o paralisi".
Daniel Tarozzi, giornalista e co-fondatore di Italia che Cambia, ha parlato di biofilia, ovvero dell’innata connessione dell’essere umano con la vita e i sistemi naturali, come leva fondamentale per attivare comportamenti sostenibili e trasformare la paura in energia generativa.
Arte e partecipazione
Tra i momenti più significativi, lo spettacolo teatrale Ecoansia in scena, a cura di Kaleido's Playback Theatre, che ha coinvolto attivamente il pubblico in un processo creativo condiviso. Le riflessioni degli spettatori sono state raccolte e immediatamente trasformate in scena, dando vita a una narrazione collettiva capace di restituire emozioni, paure e speranze legate alla crisi climatica. Artemisia segna un primo passo verso comunità più consapevoli e attive, capaci di affrontare le sfide del presente e del futuro. Un’esperienza che ha unito scienza, azione e dimensione emotiva, evidenziando come la crisi climatica non sia solo ambientale, ma anche culturale e sociale.
ALBA Alba - festival artemisia

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