Lavoro senza confini: a Novello il confronto sul futuro delle Langhe tra lavoro, sviluppo e comunità
Al NoveLab è stata sottolineata la crescente difficoltà nel reperire manodopera, soprattutto anche a causa del problema della stagionalità e della sistemazione abitativa“Qual è oggi il rapporto tra lavoro e sviluppo nelle Langhe del Barolo? Quali sono i punti di forza di un modello che ha avuto grande successo e quali, invece, le fragilità che rischiano di comprometterne il futuro?”. A queste domande ha cercato di rispondere il focus group “Lavoro senza confini: rapporto virtuoso fra lavoro e sviluppo?”, promosso giovedì scorso dalla Fondazione Don Gianolio ETS a Novello, presso il NoveLab, spazio di comunità gestito dalla Cooperativa Tessì, nell’ambito di un percorso di ricerca e ascolto territoriale.
Ad aprire l’incontro è stato Olindo Cervella, presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Don Gianolio, che ha richiamato il senso concreto del lavoro svolto dalla Fondazione e la necessità di non fermarsi perché “il mare del bisogno è immenso”.
È poi seguito l’intervento di Salvatore Cominu del Consorzio AASTER, partner tecnico degli eventi. Partendo dai risultati della ricerca “Ricordare il futuro” promossa dallo stesso Consorzio insieme a Fondazione Don Gianolio e a Fondazione CRC, Cominu ha sottolineato come il successo economico del territorio non sia esente da rischi: il tentativo di conciliare competitività e coesione sociale deve fare i conti con il restringimento del bacino di manodopera e con il rischio che il territorio diventi sempre più attrattivo per i visitatori, ma molto meno per chi ci lavora e ci vive.
Marco Pallaro, sindaco di Novello, ha portato nel dibattito il punto di vista delle amministrazioni locali, raccontando la complessità di governare un piccolo comune a forte vocazione turistica. Il turismo, ha spiegato, ha portato risorse economiche, visibilità e occupazione, ma ha anche effetti collaterali rilevanti, in particolare sull’abitare, con l’offerta che è diminuita rendendo “sempre più difficile trovare casa per giovani, famiglie e lavoratori”.
Il focus group ha affrontato anche il tema del lavoro agricolo con l’intervento di Gianluigi Marenco, agronomo di Ceretto Aziende Vitivinicole. Marenco ha descritto una viticoltura sempre più esigente in termini di lavoro e competenze, nella quale le pratiche di qualità e la conduzione biologica hanno incrementato il lavoro in vigna. Parallelamente, però, si registra una crescente difficoltà nel reperire manodopera, situazione ulteriormente aggravata dal problema della stagionalità, con l’offerta di lavoro che dura solamente cinque o sei mesi, e dal tasto dolente della sistemazione abitativa.
Sul ruolo delle cooperative e sui cambiamenti nella composizione della forza lavoro è intervenuto Boban Pesov, fondatore della Cooperativa L’Arco del Lavoratore. Pesov ha raccontato l’evoluzione del lavoro agricolo negli ultimi anni, dove ai lavoratori macedoni degli anni ’90 si sono sostituiti nuovi lavoratori agricoli provenienti dal Bangladesh e dal Nord Africa. Per Pesov, investire sulle persone, sulla loro integrazione e inclusione, è l’unica risposta alla scarsità di manodopera, perché “quando una persona lavora stabilmente, ha una casa e un CUD, diventa una persona integrata”.
Nel confronto è intervenuto Roberto Passone, vicepresidente del Consorzio Socio-Assistenziale Alba-Langhe-Roero, che ha richiamato il tema delle trasformazioni sociali e demografiche in atto. “Ci vogliono nuovi strumenti di welfare – ha sostenuto Passone - perché la società sta cambiando per l’invecchiamento della popolazione, il calo demografico e la questione abitativa dove lavoro, casa e servizi devono essere ripensati insieme”.
Si sono poi inseriti anche Laura Vaschetto, segretaria della CGIL Cuneo, che ha sottolineato l’importanza della formazione e della consapevolezza dei diritti come elementi chiave per migliorare il lavoro agricolo, e Claudio Conterno, presidente uscente di Cia Cuneo, che ha richiamato il valore del lavoro e delle persone all’interno dell’impresa di cui il lavoratore è la parte più importante.
Un intervento fortemente identitario è stato quello di Bruno Ceretto, che ha legato il futuro dell’impresa a quello del territorio. “Noi non vogliamo essere solo un’azienda di vino, vogliamo essere una famiglia di Langa”, ha dichiarato il fondatore della storica e omonima azienda vitivinicola, insistendo sulla necessità di interventi concreti e non frammentari.
A chiudere il quadro sul lavoro agricolo è stato Cesare Gilli, in rappresentanza di Coldiretti, che ha richiamato il tema dell’etica del lavoro e dello stigma che spesso colpisce il settore in cui le situazioni più gravi hanno un’incidenza percentuale molto limitata.
Il dibattito ha poi affrontato il tema del futuro del lavoro di cura. Sull’argomento è intervenuto don Valerio Pennasso, direttore della Clinica “La Residenza” di Rodello e presidente della Fondazione SS. Lorenzo e Teobaldo, che ha illustrato la complessità dei processi di integrazione definendo la formazione come leva decisiva non solo per la lingua e le competenze, ma anche per il dialogo, il rapporto e la comunicazione.
L’intervento di Livio Genesio, sindaco di Monforte d’Alba e presidente dell’Unione dei Comuni Colline di Langa e del Barolo, ha chiuso il focus group, riportando il confronto a una visione di medio-lungo periodo. “Nelle Langhe il lavoro non è solo una questione economica, ma territoriale, sociale e culturale” ha dichiarato Genesio, per poi proseguire “è importante che le imprese creino e mantengano un lavoro stabile e dignitoso per le famiglie e soprattutto per i giovani e i Comuni possono facilitare i servizi con l’aiuto delle associazioni di volontariato, sostenendo progetti di conciliazione vita-lavoro e di inclusione delle persone fragili. È necessaria una forte alleanza tra scuole, imprese, associazioni e amministrazioni per non perdere competenze, saperi e identità”.
Il focus group di Novello si inserisce in un ciclo di cinque incontri territoriali promossi dalla Fondazione Don Gianolio ETS. Dopo quelli di Santo Stefano Roero e di Alba, svoltisi a gennaio, e quello appena trascorso a Novello, i prossimi appuntamenti saranno il 12 febbraio a Neive e il 19 febbraio a Bossolasco, entrambi alle ore 17.
Al termine del ciclo, la Fondazione Don Gianoglio realizzerà un documento di restituzione, che raccoglierà le riflessioni emerse e le metterà a disposizione della comunità come strumento di lavoro e di dibattito pubblico sul futuro del territorio.
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