Presentato a Barolo il progetto di restyling del primo lotto del del WiMu
Al via il percorso di rinnovamento che interesserà progressivamente l’intero museo. Si inizia dalla storica classe scolastica, mantenendo intatta la visione di confinoSedici anni dopo la sua apertura, il WiMu – Museo del Vino a Barolo guarda al futuro. Il Museo che ha contribuito a cambiare il modo di raccontare il vino e il paesaggio delle Langhe avvia infatti un articolato progetto di restyling destinato ad accompagnarne l'evoluzione nei prossimi anni, mantenendo intatta l'identità che lo ha reso una delle esperienze museali più riconoscibili a livello internazionale.
Presentato al Tempio dell'Enoturista del Castello comunale Falletti di Barolo, il progetto nasce dalla collaborazione tra Comune di Barolo, Barolo & Castles Foundation e il gruppo di professionisti incaricati della progettazione, con l'obiettivo di aggiornare linguaggi, strumenti e modalità di fruizione senza alterare il concept ideato dallo scenografo François Confino, che continua a rappresentare il cuore del percorso museale.
Negli ultimi sedici anni è cambiato profondamente il contesto nel quale il WiMu opera. Sono aumentati i visitatori internazionali, si sono evoluti i linguaggi della comunicazione e sono mutate le aspettative del pubblico. Accanto agli appassionati e agli esperti arrivano oggi famiglie, giovani e turisti provenienti da tutto il mondo, interessati a comprendere il vino come espressione della cultura, del paesaggio e della storia di un territorio.
Il progetto di restyling nasce proprio per rispondere a questa trasformazione. L'obiettivo non è realizzare un museo diverso, ma riportare il WiMu a essere uno dei punti di riferimento internazionali nel racconto del vino, così come era stato alla sua inaugurazione, aggiornandone gli strumenti narrativi e tecnologici senza rinunciare alla capacità di emozionare che ne ha decretato il successo.
Un progetto complessivo realizzato per fasi
Il percorso di rinnovamento non riguarda un singolo intervento, ma l'intero museo. È già stato infatti elaborato uno studio di fattibilità complessivo che definisce il progetto di restyling del WiMu nella sua interezza e ne traccia l'evoluzione futura. La realizzazione avverrà progressivamente, attraverso lotti funzionali, così da consentire un aggiornamento organico del percorso espositivo in base alle risorse che verranno progressivamente rese disponibili.
Ad aprire questa nuova fase sarà il primo lotto, finanziato da un contributo di 500 mila euro della Fondazione CRC, assegnato attraverso il bando Stars, e da 125 mila euro stanziati dal Comune di Barolo. L'intervento rappresenta il primo passo operativo di un progetto già definito nella sua visione complessiva e consentirà di intervenire sull'ambiente che oggi richiede il maggiore aggiornamento dal punto di vista comunicativo ed esperienziale.
Il primo lotto: si riparte dalla “classe scolastica”
Il primo lotto interesserà la storica Classe I C Collegio Barolo, collocata nella parte conclusiva del percorso di visita. La scelta nasce da una valutazione precisa. Pur conservando pienamente il proprio significato narrativo, è la sala che maggiormente risente dell'evoluzione dei linguaggi audiovisivi e delle modalità contemporanee di fruizione museale. Il concept resterà invariato. Continuerà a raccontare il lavoro in vigna, la vita in cantina e la cultura del vino, ma lo farà attraverso scenografie completamente rinnovate, nuovi strumenti multimediali e una narrazione capace di dialogare con il pubblico di oggi. Non cambierà ciò che il Museo racconta; cambierà il modo in cui lo racconta.
La "Classe scolastica" rappresenta inoltre il momento conclusivo della visita: è il luogo in cui il WiMu accompagna idealmente il visitatore verso la scoperta del territorio, delle cantine e del paesaggio delle Langhe. Per questo è stata individuata come il punto di partenza dell'intero programma di restyling.
Evolvere senza snaturare
L'intero progetto è guidato da un principio preciso: innovare senza perdere identità. Il restyling non modifica il percorso architettonico del Castello comunale Falletti e non sostituisce il pensiero curatoriale elaborato da François Confino. Al contrario, ne raccoglie l'eredità, reinterpretandola attraverso linguaggi, tecnologie e strumenti oggi in grado di dialogare con un pubblico diverso rispetto a quello di sedici anni fa. L'obiettivo resta quello che aveva reso il WiMu un'esperienza pionieristica fin dalla sua nascita: non un museo destinato agli specialisti, ma un luogo capace di emozionare, coinvolgere e, allo stesso tempo, educare alla cultura del vino. La tecnologia sarà quindi al servizio della narrazione, rafforzando il dialogo tra vino, paesaggio, storia e comunità senza alterare l'essenza del progetto originario.
Un investimento sul futuro del territorio
Con 60 mila visitatori ogni anno, il WiMu rappresenta oggi uno dei principali attrattori culturali ed enoturistici del Piemonte e uno dei luoghi simbolo attraverso cui Barolo racconta al mondo la propria identità. Il progetto di restyling guarda proprio a questa prospettiva. Aggiornare il Museo significa rafforzare uno degli strumenti più importanti di promozione culturale del territorio, mantenendolo competitivo in un panorama internazionale che, negli ultimi anni, ha visto nascere nuove esperienze dedicate al racconto del vino. L'intervento presentato rappresenta quindi molto più di un aggiornamento museografico: è un investimento culturale che punta a consolidare il ruolo del WiMu come ambasciatore delle Langhe e del Piemonte nel mondo, offrendo ai visitatori un'esperienza che interpreta il presente senza rinunciare alla propria storia.

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