Dal Monregalese al Cervino CineMountain e Venezia: il momento d'oro del regista Alessandro Ingaria
Il documentario "Le tracce del lupo" entra in concorso a Valtournenche, mentre a settembre arriverà il debutto alla 83ma Mostra del Cinema di VeneziaUn importante riconoscimento internazionale premia il talento del regista monregalese Alessandro Ingaria. Il film documentario “Le tracce del lupo”, diretto a quattro mani insieme ad Álvaro Congosto e firmato nella sceneggiatura con Simona Chiapparo, è stato selezionato per gareggiare nella sezione "Montagne d'Italia" al prestigioso Cervino CineMountain Festival di Valtournenche. L'opera porta sul grande schermo un intenso racconto dal vivo, capace di intrecciare la tenacia dell'uomo con la vita selvatica delle vette.
Al centro della narrazione si trova la figura di Erik Rolando, di origini cebane, guardiaparco e tecnico faunistico presso il Parco delle Alpi Marittime. Specializzato nel tracciare gli spostamenti dei branchi di lupi e nell'individuarne i segni di presenza, Rolando porta con sé un'esperienza personale toccante: dopo essere stato colpito da leucemia, è tornato alla vita grazie al trapianto di cellule staminali arrivate anonimamente da un neonato in Spagna.
Nel corso dell'opera, le memorie scritte della sua malattia si fondono con le esplorazioni quotidiane e con la ricerca sul campo. L'inseguimento delle impronte dell'animale si trasforma in una meditazione profonda sul senso di fragilità, sulla capacità di resistere e sulle connessioni impercettibili che legano la dimensione umana all'ambiente naturale.
Parallelismo tra guarigione e lupo: il documentario di Alessandro Ingaria
Il film sviluppa un chiaro parallelismo tra il cammino di guarigione di Erik e la riconsolidata presenza del lupo sulle Alpi. In questo modo, i solchi impressi nella neve travalicano i confini del semplice documentario sulla natura per diventare metafora di rinascita personale e comunitaria.
Sostenuta durante lo sviluppo dalla Piemonte Film Commission, da Montura e da Assicuraci (Gruppo Gastaldi), la pellicola è stata girata attraverso le differenti stagioni tra le Alpi Marittime, la Riserva naturale della Valle Belbo e il territorio comunale di Viola.
Questo traguardo rafforza la cifra stilistica di Alessandro Ingaria, da tempo orientata a esplorare le relazioni che intercorrono tra la memoria collettiva, il paesaggio e il significato simbolico delle immagini. Il 2026 si rivela un'annata cruciale per la sua carriera artistica: dopo la tappa in Valle d'Aosta, il regista farà il suo debutto sul fronte della fiction con il cortometraggio Il senso della terra, selezionato per la prima mondiale a settembre nell'ambito della 83° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
MONDOVÌ Mondovì - Valle d'Aosta - Regista - alessandro ingaria

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