Fondazione Azimut sostiene Casa do Menor: al Monastero di San Biagio nuove opportunità lavorative
Attivate borse lavoro per persone in situazione di fragilità e avviati percorsi concreti di autonomia sociale nel territorioLa Fondazione Azimut di Milano ha scelto di sostenere Casa do Menor nel percorso di inclusione sociale che si sta sviluppando presso il Monastero di San Biagio di Mondovì, sede di Casa do Menor. Il contributo della Fondazione, pari a 14mila euro, è destinato all’attivazione di borse lavoro della durata di sei mesi, rivolte a persone che vivono situazioni di particolare fragilità: condizioni di esclusione sociale, disabilità e neurodivergenza, disoccupazione o assenza di reti familiari. Si tratta di uno degli interventi più concreti promossi all’interno delle attività del Monastero, con l’obiettivo di favorire percorsi reali di inserimento lavorativo e autonomia.
“Le borse lavoro permettono ai beneficiari di sperimentarsi in attività operative, affiancati da tutor ed educatori, offrendo non solo un primo sostegno economico, ma anche un’occasione concreta per riattivare competenze, relazioni e progettualità personali – afferma Andrea Battaglia, presidente di Casa do Menor Italia -. Dopo l’avvio del percorso di Cheik Abdoul Aziz Bamba, giovane originario della Costa d’Avorio arrivato in Italia a 16 anni e oggi impegnato nel proprio cammino di integrazione, è stata recentemente attivata una nuova borsa lavoro per Michele Bergerone, giovane di Roracco già volontario di Casa do Menor. Michele sarà coinvolto nella cura e valorizzazione degli spazi del Monastero, contribuendo alla costruzione della sua prima esperienza lavorativa, anche grazie al supporto dell’associazione Aria APS di Boves”.
Mentre la borsa lavoro per Aziz coprirà il suo lavoro presso l’azienda EdilTre ed è stata attivata grazie al CFP Cemon, l’attivazione del percorso per Michele è stata possibile grazie alla collaborazione con la Cooperativa Animazione Valdocco di Torino, attraverso la sede di Mondovì, e all’impegno degli operatori Francesca Benso e Federico Fenu. Il progetto prevede inoltre l’accompagnamento educativo garantito da Giulia Dutto, dipendente di Casa do Menor, nel ruolo di tutor.
Il Monastero di San Biagio dal 2020 è la sede di Casa do Menor Italia ETS. Si configura sempre più come uno spazio aperto al territorio: ogni venerdì accoglie persone provenienti da diversi centri diurni – L’Alveare di Mondovì, Sirio di Villanova, Nucci Banfi di Dogliani e il centro residenziale L’Aquilone di Bastia – che partecipano alle attività quotidiane, contribuendo a percorsi di crescita e autonomia.
“Il sostegno della Fondazione Azimut rappresenta un contributo prezioso per rafforzare una delle dimensioni centrali della presenza di Casa do Menor: accompagnare le persone più fragili verso opportunità concrete di formazione, lavoro e inclusione sociale. Un ringraziamento particolare va anche ai due agenti territoriali Azimut, Vezio Zuppanelli e Alfonso Porfido, che hanno accompagnato e sostenuto questo percorso, rendendo possibile l’incontro tra il progetto e la Fondazione. Un impegno condiviso che mette al centro la dignità della persona e la costruzione di comunità inclusive, capaci di generare opportunità reali per tutti”, conclude Andrea Battaglia.
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