Mondovì, un nuovo futuro per Sant'Evasio: l'ex chiesa diventa mercato coperto?
Presentato al centro anziani di Carassone il progetto di recupero: spazio espositivo e polo per le eccellenze localiUn edificio storico che torna a vivere e diventa motore di aggregazione, commercio e valorizzazione del territorio. È questa la visione illustrata nei giorni scorsi al centro anziani di Carassone, dove si è tenuto un momento di confronto pubblico dedicato al futuro dell’ex chiesa di Sant’Evasio. Un incontro partecipato, pensato per condividere idee, raccogliere osservazioni e aprire un dialogo sul destino di uno degli immobili più significativi del quartiere.
Al centro della proposta, illustrata dall’architetto Gianni Mansuino, c’è la trasformazione dell’edificio in una piazza coperta polifunzionale. Non solo uno spazio commerciale, ma un luogo capace di ospitare eventi, esposizioni, iniziative culturali e momenti di promozione delle eccellenze locali. Un ambiente flessibile, coperto e fruibile tutto l’anno, che possa diventare punto di riferimento per la comunità.
L’idea prende spunto da un’esperienza già realizzata con successo a Belluno, nell’ex chiesa dei Gesuiti, dove un progetto analogo ha saputo coniugare recupero architettonico e nuova funzione pubblica. Anche nel caso di Sant’Evasio, la proposta prevede il rispetto delle caratteristiche storiche dell’edificio, con interventi mirati a renderlo funzionale e sicuro, senza snaturarne l’identità.
Dal punto di vista operativo, l’ipotesi è quella di creare spazi modulari - veri e propri box delimitati da pareti vetrate - che possano essere gestiti direttamente dai produttori locali. L’obiettivo è offrire un’area mercatale coperta dove valorizzare prodotti del territorio, dall’agroalimentare alle specialità trasformate, favorendo una filiera corta e riconoscibile. Allo stesso tempo, la struttura potrebbe accogliere mostre, eventi culturali e iniziative promozionali legate anche al turismo.
La posizione dell’ex chiesa rappresenta uno dei punti di forza del progetto. Situata lungo il percorso pedonale e cicloturistico del “Landandè”, in un’area recentemente interessata da interventi di recupero edilizio, la struttura si inserirebbe in un contesto già in trasformazione. L’idea è quella di creare una connessione tra il quartiere e il centro, restituendo a Carassone un luogo identitario e attrattivo.
Non manca la dimensione economica. La proposta guarda a possibili finanziamenti pubblici e regionali, puntando su un modello di collaborazione pubblico-privato. L’intenzione è quella di attivare un processo di rigenerazione urbana capace di generare ricadute concrete sulle imprese locali, in particolare del comparto agroalimentare, rafforzando al contempo il tessuto sociale del quartiere.
Durante la serata sono emerse domande, osservazioni e curiosità da parte dei presenti, segno di un interesse reale verso il futuro di Sant’Evasio. L’amministrazione si è riservata di approfondire ulteriormente gli aspetti tecnici e patrimoniali dell’intervento, anche alla luce dei costi e delle esigenze di tutela architettonica.
La sensazione, al termine dell’incontro, è che il dibattito sia solo all’inizio. Tuttavia, l’idea di trasformare un edificio oggi inutilizzato in uno spazio vivo, aperto e produttivo ha già acceso l’attenzione di molti. Sant’Evasio potrebbe tornare a essere non solo un simbolo storico, ma un nuovo cuore pulsante per Carassone e per il capoluogo monregalese.
MONDOVÌ Mondovì - carassone - Mercato coperto - Sant'Evasio

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