Saluzzo, al "Quartiere" apre "Lo Spaccio - Bistrò"
Il locale aprirà le sue porte lunedì 1° settembre, nella stessa area a sinistra dell’ingresso principaleChi ha svolto il servizio militare lo ricorda come un luogo positivo e di svago. Si parla dello spaccio, il negozio-bar presente in ogni caserma, dove i soldati potevano acquistare cibo, bevande e altri prodotti, di solito a prezzi agevolati. Oggi, nell’ex caserma “Mario Musso” di piazza Montebello a Saluzzo, trasformata ne “Il Quartiere” il polo socio-culturale che ospita la biblioteca civica “Lidia Beccaria Rolfi”, associazioni, enti e il liceo “Soleri Bertoni”, sta per essere inaugurato “Lo Spaccio – bistrò”. Il locale aprirà le sue porte lunedì 1° settembre, nella stessa area a sinistra dell’ingresso principale, affacciata sul cortile d’onore, dove gli artiglieri da montagna si sono ritrovati per decenni per acquisti, per un caffè, per fare due parole in compagnia.
Il progetto ha finalità sociali e non mira esclusivamente ad essere un’attività commerciale. La Fondazione “Amleto Bertoni”, in accordo con il Comune, ha siglato una convenzione sperimentale di un anno con l’associazione-cooperativa “Voci Erranti”, che da tempo si occupa di progetti di reinserimento sociale nel carcere “Morandi” di Saluzzo, tra cui un biscottificio, un orto, corsi e spettacoli teatrali, oltre a gestire il “Caffè intervallo” nel Teatro “Milanollo” di Savigliano. Per questo motivo, verranno utilizzati e serviti anche prodotti provenienti dal carcere stesso, oltre a quelli dell’Atlante dei Sapori delle “Terre del Monviso” e a prodotti a chilometro zero da aziende locali. “Lo Spaccio”, sarà tante cose: una caffetteria con cucina, uno spazio coworking e un luogo dedicato a eventi, incontri e attività per “spacciare” tempo, idee e relazioni. Dopo l’apertura di lunedì 1° settembre, l’inaugurazione ufficiale con il taglio del nastro avverrà nel pomeriggio di venerdì 12 settembre.
"Ci piace collegare passato e presente – afferma Grazia Isoardi di “Voci Erranti” – ricordando il luogo e attualizzandone la storia. Per questo abbiamo scelto il nome “Lo Spaccio”: oggi, nel linguaggio collettivo, il termine è spesso associato a comportamenti illeciti, ma noi vogliamo giocare con il suo significato positivo. “Lo Spaccio” sarà uno spazio dove condividere cose belle e buone, trascorrere il tempo in modo costruttivo, creare progetti in collaborazione con le associazioni culturali e sociali del territorio, condividere idee, eventi e incontri. La scelta del colore rosso, richiamando il mattone dell’architettura della caserma, sarà un dettaglio che lega passato e presente, interno ed esterno".
Carlo Allemano, presidente della Fondazione “Amleto Bertoni”, commenta: "Sono sempre più convinto che “Il Quartiere” sia uno spazio unico che arricchisce Saluzzo e tutta la comunità. Un luogo di incontro per persone di tutte le età e sensibilità culturali che permette di scambiare idee, sensazioni e storie. Il Quartiere è il luogo che unisce il passato della caserma Musso, ancora testimoniato dalla sede degli alpini, al futuro, presente con la scuola, lo spazio giovani e molte altre realtà. “Lo Spaccio” rappresenta un nuovo tassello di un progetto ambizioso, che ha trasformato in realtà il sogno di un polo di socialità e cultura, pubblico e aperto a tutti. Offre nuove possibilità, come bere un caffè in
compagnia, gustare un pasto caldo a pranzo, incontrare vissuti e sensibilità diverse, studiare e leggere insieme. Non vediamo l’ora di vederlo attivo".
La vicesindaca Francesca Neberti, giovedì 28 agosto, ha effettuato un sopralluogo per verificare gli ultimi dettagli, accompagnata da personale comunale e rappresentanti dell’Amministrazione. "Con l’apertura di questo servizio sociale – dice -, che comprende il bar e il punto ristoro, si completa il progetto di “Il Quartiere” come spazio aggregativo e culturale. Un luogo di incontro, di scambio di idee e opinioni, un presidio di socialità che crediamo possa diventare un punto di riferimento per tutta la città e le Terre del Monviso. Si rivolge anche a studenti e famiglie che spesso arrivano da fuori e rimangono a Saluzzo per l’intera giornata. È un progetto partecipato, che invitiamo tutti a sostenere, e che funzionerà meglio se ciascuno si impegnerà e si metterà in gioco. Buon “Spaccio” a tutti».

Saluzzo