Un calamaio d’argento di Silvio Pellico è stato donato al Comune di Saluzzo
Il manufatto, che è stato accettato dalla Giunta con un’apposita delibera, è stato regalato dalla signora Maria Luisa Guazzotti di CuneoUn calamaio d’argento di Silvio Pellico è stato donato alla Città di Saluzzo. "L’oggetto presenta un decoro riconducibile alla produzione dell’argentiere Balbino – spiegano dall’Ufficio cultura del Comune – uno dei più famosi a Torino nell’Ottocento, fornitore dei Marchesi
di Barolo, famiglia da cui lavorava, appunto, Il Pellico".
Il manufatto, che è stato accettato dalla Giunta comunale del sindaco Franco Demaria con un’apposita delibera, è stato regalato da Maria Luisa Guazzotti di Cuneo che, a sua volta, l’aveva ricevuto da Maria Rosa Genovese, nubile, amica di sua madre, deceduta nel 2021.
La consegna è avvenuta giovedì 15 gennaio 2026, al termine della conferenza “Silvio Pellico e Piero Maroncelli, un’amicizia sul filo della musica e delle lettere”, inserita nella rassegna “Dalla musica a...” curata da Diego Ponzo e realizzata grazie alla collaborazione tra Istituto Beni musicali del Piemonte, Fondazione Scuola Alto perfezionamento musicale e Comune di Saluzzo, con il sostegno della Fondazione Cassa di risparmio di Saluzzo.
"Sono tuttora in corso ricerche d’archivio – proseguono dal municipio – a cura di Giancarla Berteroo, ex responsabile dell'Archivio storico, nonché dei Fondi storici della biblioteca di Saluzzo: si ipotizza infatti di poter risalire ad un’antenata della Genovese, o delle famiglie cuneesi Osasco e Toselli, vissuta all’epoca dei Marchesi di Barolo".
"Il Pellico stesso – aggiungono - cita una contessa d'Osasco ed una Toselli tra le ricoverate all'Ospedaletto, una delle istituzioni benefiche realizzate dai coniugi Barolo. Scopo dell'Ospedaletto di Santa Filomena, inaugurato a Torino nel 1845, era quello di ospitare 60 ragazze disabili tra i 3 e i 12 anni che vi potevano rimanere fino a 18 per ricevere cure ed educazione adeguate, al fine di rendersi il più possibile autonome. Silvio Pellico, che visse in casa Barolo dal 1830 fino alla morte avvenuta nel 1854, con il decesso improvviso del marchese Tancredi nel 1838, continuò a collaborare molto attivamente nelle vesti di segretario della Marchesa Giulia Colbert nella gestione delle opere
caritative e si può dire che frequentasse quotidianamente le istituzioni realizzate dai coniugi stessi, per cui non è improbabile che, nella sua proverbiale benevolenza e generosità, abbia potuto donare lo scrittorio ad una di queste ragazze particolarmente meritevole e pia".
Il calamaio d’argento in ogni caso è stilisticamente in linea con l'allestimento della sala in cui sono esposti gli altri cimeli dell’illustre concittadino, all'interno del museo nella sua Casa natale: qui infatti i curatori hanno voluto ricreare l'ambientazione di uno studio di un letterato di metà Ottocento e il calamaio, che sarà posto sopra la scrivania già appartenuta al Pellico, potrà arricchire ulteriormente l'allestimento ed essere un elemento di nuova suggestione per la narrazione al pubblico delle vicende dello scrittore e patriota saluzzese.
SALUZZO Saluzzo

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