Il Tartufo Nero: al via le attività di valorizzazione a cura dell’Atl del Cuneese
Il primo appuntamento è in programma sabato 24 gennaio al Castello degli Acaja di Fossano con tre sessioni di analisi sensorialeIl Tartufo Nero del Cuneese rappresenta un’eccellenza autentica del patrimonio enogastronomico piemontese. Raccolto nelle aree naturali della provincia di Cuneo, grazie a condizioni ambientali uniche e al lavoro esperto dei cercatori e dei loro cani, questo prodotto simbolo del territorio unisce qualità, tradizione e rispetto per l’ambiente.
Apprezzato per il suo profumo intenso e il sapore ricercato, il Tartufo Nero è protagonista di una cultura che affonda le proprie radici nella storia locale e continua a essere oggi un elemento distintivo capace di valorizzare il territorio, l’offerta gastronomica e l’identità del Cuneese.
“Non si tratta solo un ingrediente pregiato, ma anche un simbolo di una cultura millenaria che celebra il legame profondo tra l'uomo e la natura: ogni tartufo racconta una storia di passione, dedizione e rispetto per l'ambiente - dichiara la presidente dell’Atl del Cuneese, Gabriella Giordano -. Questo profondo legame è alla base del progetto di valorizzazione e di promozione condotto dall’ATL del Cuneese, in stretta collaborazione con la Regione Piemonte”.
I dettagli del progetto
Il progetto, ideato e promosso dall’ATL del Cuneese e realizzato grazie ad un co-finanziamento della Regione Piemonte, si pone quali obiettivi la valorizzazione della produzione locale del Tartufo e la formazione dedicata agli operatori del settore turistico, della ristorazione e dell’accoglienza, nell’ottica di presentare correttamente il prodotto ad un ampio pubblico, esaltandone caratteristiche e peculiarità.
Le prime iniziative coinvolgeranno il pubblico attraverso escursioni naturalistiche dedicate alla ricerca del Tartufo Nero. In un’ottica di continuità con le edizioni precedenti, il progetto insisterà su Monregalese, Langa Cebana e val Tanaro, con nuove attività sulle aree di Fossano, Cervere e Bene Vagienna.
Sabato 24 gennaio è in programma un primo appuntamento al Castello degli Acaja di Fossano con tre sessioni di analisi sensoriale (ore 11 - 14 e 15.30) condotte da un Giudice del Centro Nazionale Studi del Tartufo di Alba. L’attività è aperta a tutti, ma su prenotazione: Iat Ufficio Turistico di Fossano 0172 60160 - [email protected]. Maggiori info e modalità di partecipazione: www.visitcuneese.it.
Il giorno successivo, domenica 25 gennaio alle ore 10.30, in calendario l’uscita naturalistica con ricerca simulata del Tartufo Nero nel Comune di Bene Vagienna. L’uscita è stata calendarizzata in occasione della Fiera della Beata Paola. La partecipazione all’escursione naturalistica è gratuita, previa iscrizione allo 0171 696206 - [email protected] (Consorzio Operatori Turistici della Provincia di Cuneo). Maggiori info: www.visitcuneese.it.
Sabato 21 febbraio ore 10.30 sarà la volta di Cervere e, alle ore 14.30, Piozzo. Il binomio di questi due comuni avrà come obiettivo quello di presentare il Tartufo Nero e il suo legame con i prodotti “fiore all’occhiello” di queste due realtà, ovvero il Porro Cervere e la Zucca di Piozzo.
A poche settimane dal Festival della Musica Italiana, l’ATL del Cuneese sarà poi a Sanremo con un evento esclusivo dedicato alla presentazione della destinazione turistica Cuneese, raccontata proprio attraverso il Tartufo Nero e il suo legame con l’outdoor. Al mattino si terrà una lezione teorica con focus analisi sensoriale presso l’Istituto di Istruzione Superiore E. Ruffini e D. Aicardi di Arma di Taggia (Im); nel pomeriggio si terrà una sessione di show-cooking e conferenza stampa.
La formazione proseguirà nelle settimane successive con una lezione teorica con showcooking rivolto ai ragazzi dell’indirizzo cucina del CeMon di Mondovì e una serata, sempre di cooking show, rivolta ai professionisti del settore. Seguiranno, nel mese di marzo, incontri dedicati agli studenti delle classi quinte dell’Istituto d’Istruzione Superiore “S. Grandis” del corso Tecnico Economico indirizzo Turistico. Le lezioni formative toccheranno tematiche quali la biologia e l’ecosistema, le specie e le regole, con esperienze e test sensoriali.
“La formazione attraverso corsi ad hoc, così come la ricerca simulata sul campo, possono aiutare ad informare, a diffondere tecniche corrette di utilizzo del prodotto e a sensibilizzare il pubblico e gli attori della filiera turistica rispetto all’importanza di preservare il patrimonio tartufigeno locale”, afferma la direttrice dell’ATL del Cuneese, Daniela Salvestrin. Educare il pubblico a rispettare l’ambiente e a diventare parte attiva di un turismo sostenibile e adattivo è un passaggio fondamentale quanto obbligatorio. Una buona formazione condotta da figure professionali esperte in materia, può sicuramente contribuire a valorizzare il prodotto sul mercato migliorandone la qualità, la percezione tra i consumatori e colmare eventuali lacune di conoscenza.
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