Parcheggi Sipac, mercoledì è il giorno della verità. A rischio l’“oasi bianca” dell’Inps
In commissione si decide se andare allo scontro con la società che amministra le zone blu di Movicentro e ospedale: “La giunta si assumerà le sue responsabilità”A rompere la quiete prima della (possibile) tempesta è l’interpellanza di Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni), discussa due giorni prima dell’attesa commissione consiliare sul nodo Sipac.
Il “caso” era esploso in una precedente seduta di commissione, convocata a ridosso del Natale per discutere il possibile rinnovo della “convenzione capestro” (la definizione è dell’assessore alla Mobilità Luca Pellegrino) con Sipac. La società che ha in gestione dal 2011 i parcheggi nel silo del Movicentro (550 posti attuali) e altri 908 stalli di sosta in superficie pone condizioni pesantissime al Comune di Cuneo: un forte ribasso della già magra quota di profitti garantiti all’amministrazione pubblica (20mila euro per gli incassi fino a un milione, il 20% del ricavato se la cifra è superiore), una proroga della convenzione per i parcheggi in superficie dal 2031 al 2047 e un aumento delle zone blu controllate fino a 1.179 stalli di sosta. Un incremento che verrebbe realizzato - qui sta la prima nota dolente per gli automobilisti - cancellando l’ultima “oasi bianca” in zona, ovvero la piazza dell’Inps.
L’alternativa a tutto questo è pagare sull’unghia i soldi cui Sipac ha diritto a titolo di “risarcimento” per il disequilibrio finanziario maturato negli anni, cioè una somma di 2 milioni e 200mila euro. A ciò si è arrivati anche perché a suo tempo Rfi ritardò la concessione dei diritti di superficie cui il costruttore del Movicentro avrebbe avuto diritto, per la vendita di 117 posti auto. In seguito è stata la stessa Sipac a rifiutare l’accordo. Dal 2021 si è cercata, finora senza esito, una soluzione della contesa: Sipac aveva ingiunto al Comune di muoversi entro il 31 dicembre, pena l’avvio della causa. Il municipio ha chiesto una proroga di un mese e la società non si è degnata di rispondere, ma allo stato tutto rimane in sospeso. Compreso l’aumento dei costi delle zone blu attorno all’ospedale e nelle altre aree Sipac, in teoria previsto dal 1 gennaio: la sosta dovrebbe passare da 2,20 euro all’ora a 2,45 davanti al Santa Croce.
Le recriminazioni dei consiglieri, di minoranza e di maggioranza, si concentrano su chi quella “convenzione capestro” l’aveva sottoscritta nel 2009: “Molto spesso i contratti hanno mostrato gravi limiti e profili che sembravano favorire più la parte contraente che il comune: così per Tettoia Vinaj, l’Agorà e adesso la Sipac” rileva Sturlese. Serve una verifica, aggiunge l’esponente dell’opposizione di sinistra, per capirne le cause: “Non ho ragione di dubitare degli attuali dipendenti, per il passato i casi sono due: il primo è che fossero incompetenti, il secondo non lo nomino”. Il dossier Movicentro, per la cronaca, all’epoca fu seguito dall’assessore alla Mobilità e Trasporti della giunta Valmaggia 2, Guido Lerda. Ad assegnare i lavori alla ditta Barberis di Alba (controllante di Sipac), preferendola al raggruppamento formato da Apcoa e Carrara-Falcone, fu una commissione composta dai dirigenti comunali Pietro Tassone, Luciano Monaco, Bruno Giraudo, Luca Gautero e Claudio Luciano.
Un altro ex assessore di Valmaggia, Giancarlo Boselli, non ci sta però a retrodatare di quindici anni tutte le colpe: “Ho avuto l’impressione di assistere in commissione a un modo un po’ frettoloso di affrontare una vicenda che invece ha bisogno di essere molto approfondita” osserva il capogruppo degli Indipendenti. Che all’indomani della riunione aveva presentato una richiesta di accesso agli atti (tuttora inevasa), compresa la corrispondenza tra il Comune e lo studio legale che ha seguito la vicenda: “Per capire esattamente come siano andate le cose e non come si vorrebbe fossero andate”. L’appello è rivolto ai piani alti del municipio: “La giunta si assuma le proprie responsabilità e faccia le proprie scelte come ha fatto ogni giunta”.
Un’esortazione che trova Pellegrino pronto a replicare: “Sono d’accordo che la giunta debba prendersi le sue responsabilità ed è quello che ho detto in commissione. È giusto le prenda la giunta di oggi come la giunta di allora”. L’esponente di Centro per Cuneo non fa mistero di essere critico verso l’intera operazione: “Questa è una situazione nata malissimo ed è stata gestita con estrema difficoltà fino ad oggi”. Dopo la commissione, convocata mercoledì 28, forse si capirà come debba continuare.
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