Lavoro agricolo: “Importante non confondere la stagionalità con lo sfruttamento”
L’intervento di Coldiretti Cuneo: “Servono strumenti adeguati per gestire i picchi di raccolta e valorizzare le imprese che operano correttamente”“In agricoltura la stagionalità non può essere confusa con lo sfruttamento”. È la posizione di Coldiretti Cuneo, che richiama l’attenzione sulla necessità di distinguere con chiarezza tra comportamenti irregolari, da contrastare con fermezza, e fisiologia produttiva di un settore legato ai cicli naturali.
In territori ad alta vocazione produttiva come quello cuneese, in particolare nei comparti frutticolo e vitivinicolo, i periodi di raccolta richiedono ogni anno l’impiego di migliaia di lavoratori stagionali. “Si tratta di una caratteristica strutturale dell’agricoltura, non di una forma patologica di precarietà”. Coldiretti Cuneo sottolinea quindi l’importanza di una lettura equilibrata del fenomeno: “La doverosa attenzione verso le situazioni problematiche non deve oscurare il lavoro quotidiano delle migliaia di imprese agricole che operano nel rispetto delle regole, investono in sicurezza e garantiscono trasparenza nella gestione della manodopera”.
Allo stesso tempo, l’agricoltura non può prescindere da una dimensione etica del lavoro. “Da anni Coldiretti è impegnata in attività di informazione, formazione e sensibilizzazione rivolte alle imprese agricole per promuovere una gestione corretta e responsabile della forza lavoro, nella convinzione che la qualità delle produzioni passi anche dal rispetto delle persone impiegate nei campi”.
In questa direzione si inserisce anche il confronto avviato sul territorio, con la partecipazione attiva di Coldiretti Cuneo al tavolo promosso dalla Prefettura sul tema della manodopera agricola. Un percorso importante di collaborazione tra istituzioni, organizzazioni agricole e territorio, finalizzato ad affrontare in modo concreto le criticità esistenti e a rafforzare gli strumenti di prevenzione.
Tra i nodi più rilevanti vi sono la disponibilità di lavoratori, le modalità di accesso alla manodopera straniera e la necessità di mettere le imprese nelle condizioni di organizzare in modo sostenibile l’accoglienza e la gestione della forza lavoro. In questo quadro Coldiretti ribadisce la necessità di superare il sistema del click day, che spesso non risponde ai reali fabbisogni delle aziende agricole e rende più difficile programmare il lavoro nei periodi di maggiore attività.
“A volte si rischia di descrivere l’agricoltura attraverso episodi che non rappresentano la norma ma l’eccezione, in un settore fatto da imprese che lavorano quotidianamente nel rispetto delle regole. Per noi la sostenibilità deve essere anche etica e il rispetto del lavoro è un principio irrinunciabile, come abbiamo ribadito anche nel recente Summit della Legalità tenutosi a Cuneo alla presenza del Prefetto S.E. Mariano Savastano” evidenzia il presidente di Coldiretti Cuneo Enrico Nada.
“In un comparto caratterizzato da picchi di attività legati ai cicli naturali – aggiunge il direttore di Coldiretti Cuneo Francesco Goffredo – è fondamentale poter disporre di strumenti adeguati alla gestione della manodopera. Il confronto avviato dalla Prefettura rappresenta un passaggio importante per rafforzare un sistema in cui la grande maggioranza delle aziende agricole opera nella piena correttezza e nella valorizzazione del lavoro”.
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