Laureata a pieni voti la cuneese Sara Marro con una tesi sullo scompenso cardiaco acuto
Seguita dagli specialisti Luigi Fenoglio e Remo Melchio della Medicina Interna del S. Croce e Carle, la studentessa ha coinvolto nel suo studio 456 pazientiIl 10 marzo nell’Aula Magna dell’Università dell’ospedale San Martino di Genova, la studentessa cuneese Sara Marro si è laureata a pieni voti in Medicina e Chirurgia discutendo una tesi sperimentale sullo scompenso cardiaco il cui correlatore è stato il dottor Luigi Fenoglio, direttore della Medicina interna dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo.
Lo scompenso cardiaco costituisce una delle patologie croniche a maggiore impatto sanitario al mondo, 65 milioni di casi, ed è una delle principali cause di ricovero in acuzie, 230 mila casi all’anno in Italia con un costo per il Sistema Sanitario di circa 550 milioni di euro. Lo studio COMPACT-HF (Fenotipi clinici basati su comorbilità non cardiache in pazienti con insufficienza cardiaca acuta) è uno studio osservazionale retrospettivo, monocentrico, condotto, con la supervisione del dottor Remo Melchio, dalla Medicina Interna dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, dal 2013 primo Ospedale di insegnamento della regione Piemonte dopo i Policlinici universitari dell’Università di Torino e del Piemonte Orientale.
Sono stati analizzati i dati clinici di 852 ricoveri per scompenso cardiaco acuto nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2023 e il 31 dicembre 2023, identificando 456 pazienti con idoneo criterio di inclusione. La popolazione studiata si è caratterizzata per un’elevata complessità clinica, con una prevalenza estremamente alta di comorbidità non cardiache: il 96% dei pazienti ne presentava almeno una ed oltre l’80% almeno due. I dati hanno identificato una popolazione anziana e fragile, scarsamente rappresentata nei trial clinici randomizzati della letteratura scientifica, ma altamente rappresentativa del “mondo reale”, in particolare dei reparti di medicina interna e geriatria e, nello specifico dello studio, della Provincia di cui l’ospedale di Cuneo è Hub di riferimento. L’analisi delle singole comorbidità ha identificato alcune condizioni con un impatto prognostico particolarmente rilevante, in particolare l’insufficienza renale cronica avanzata, la demenza e la presenza di una neoplasia attiva, dimostrando una vulnerabilità sistemica del paziente piuttosto che una d’organo dipendente dalla sola gravità della patologia cardiaca di base.
L’originale utilizzo poi in questo studio di una particolare metodica di analisi dei dati, quella del “clustering” (analisi dei gruppi), ha permesso di identificare sottogruppi di pazienti a prognosi significativamente diverse spesso esclusi dai trial clinici randomizzati su cui si basano le attuali raccomandazioni con conseguenti diverse terapie
Nel complesso, i risultati dello studio suggeriscono che l’approccio basato sul clustering possa rappresentare uno strumento promettente per superare la tradizionale classificazione dicotomica dello scompenso cardiaco, favorendo una più accurata fenotipizzazione (classificazione secondo le caratteristiche osservabili e funzionali di un organismo risultante dall’interazione tra il suo patrimonio genetico e l’ambiente) delle popolazioni arruolate negli studi clinici con conseguenti strategie terapeutiche nel segno di una medicina di maggior precisione.
CUNEO Luigi Fenoglio - Laurea - tesi - Sara Marro - Scompenso cardiaco acuto - Remo Melchio

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