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CUNEO - Monday 19 January 2026, 17:15

Pnrr e sanità, un incontro tra Riboldi e il Ministro Foti

Venerdì scorso un momento di confronto sui progetti avviati sul territorio piemontese
Foti e Riboldi
Foti e Riboldi

Venerdì scorso, il Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, ha incontrato l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, per un confronto sui progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che insistono sul territorio piemontese, con particolare riferimento al comparto sanitario.

L’incontro ha rappresentato l’occasione per fare il punto sullo stato di avanzamento degli interventi e per confermare un percorso condiviso, improntato alla collaborazione istituzionale e alla piena valorizzazione delle risorse messe a disposizione dal PNRR.

Al termine del confronto, il ministro Foti e l’assessore Riboldi hanno sottolineato, in un virgolettato congiunto, "la comunità di intenti per giungere ad un successo sui progetti PNRR che insistono sulla Regione Piemonte, con particolare riferimento al mondo sanitario".

Nel corso dell’incontro, il Ministro Foti ha inoltre rimarcato "la bontà del lavoro sino ad ora svolto, con la ragionevole convinzione che il tutto prosegua speditamente sino ai termini previsti dal PNRR stesso", evidenziando l’importanza di mantenere un costante coordinamento tra Governo e Regione per il pieno rispetto di obiettivi e tempistiche.

Da parte sua, l’assessore Riboldi ha ribadito "la piena e totale sintonia con il Ministro, con il quale - oltre ad una identità di vedute - vi è stata una fattiva collaborazione sin dall’inizio del percorso", confermando l’impegno della Regione Piemonte a proseguire con determinazione nell’attuazione degli interventi previsti, in particolare nel settore della sanità pubblica.

L’incontro si è svolto in un clima di cordialità, confermando la volontà comune di garantire un utilizzo efficace e tempestivo delle risorse del PNRR a beneficio dei cittadini piemontesi.

Entrando nel dettaglio dei fondi PNRR dedicati alla sanità, il Piemonte ha ricevuto circa 700 milioni di euro, che ha permesso di intervenire su quattro ambiti fondamentali che permetteranno di costruire la nuova sanità pubblica regionale "fatta di cure territoriali e di prossimità che diano un’assistenza più vicina ai cittadini e che sgravino pronto soccorso e ospedali da una pressione che oggi mette in crisi l’intero sistema. Ospedali che dovranno essere sempre più moderni, innovativi e sostenibili", ha ricordato l’assessore Riboldi.

Oltre 190 milioni di euro sono stati impiegati per l’ADI, l’assistenza domiciliare integrata, dove, attraverso Azienda Zero, è stata istituita una Comunità di Pratica comprensiva di tutte le ASL, mettendo in campo moltissime azioni, come gli incontri periodici con i professionisti operanti nei Distretti e presso le Cure domiciliari, la sistematizzazione di tutte le attività erogate in assistenza domiciliare suddivise per intensità assistenziale e tipologia, lo sviluppo di progetti da parte delle ASL (più di 30 sul territorio regionale) mirati alla presa in carico domiciliare del paziente cronico-fragile, la predisposizione di un cruscotto di indicatori specifico per ogni Azienda Sanitaria per il monitoraggio in tempo reale mediante link e il potenziamento degli strumenti di telemedicina per il monitoraggio da remoto e delle progettualità con la medicina di famiglia e con l’infermieristica di famiglia e comunità.

E proprio la telemedicina è un altro degli ambiti su cui, grazie al PNRR, si è riusciti a intervenire, per dare ai pazienti la possibilità di ricevere direttamente a casa propria assistenza e monitoraggio, raggiungendo anche le zone più isolate e impervie della nostra Regione. Con i fondi PNRR, infatti, è stato possibile avviare l’Infrastruttura Regionale di Telemedicina (IRT), che permette di fornire alle ASR i servizi di televisita, teleconsulto, teleassistenza, telemonitoraggio di livello 1 e 2 e i servizi a supporto, evoluzione e manutenzione dell’infrastruttura.

Accanto a tutto questo, ci dovrà essere una rete ospedaliera efficiente e all’avanguardia, dove i cittadini e i professionisti che vi operano possano trovare ambienti accoglienti e attrezzature all’avanguardia, dove cura, assistenza e ricerca siano al centro.

Con i quasi 100 milioni di euro destinati all’Ammodernamento tecnologico ospedaliero di Grandi apparecchiature ha permesso di andare proprio in questa direzione, con l’acquisizione di oltre 100 nuovi macchinari per la diagnostica avanzata, oltre a 54 sistemi di radiologia digitale e ben 13 acceleratori lineari di ultima generazione, fondamentali per la cura dei tumori.

Quasi 200 milioni di euro, invece, sono destinati all’edilizia sanitaria territoriale, che fanno parte del grande piano regionale da quasi 5 miliardi di euro che permetterà di avere 11 nuovi ospedali, 4 rigenerazioni e ampliamenti, 91 case di comunità e 30 ospedali di comunità, oltre a 43 centrali operative territoriali.

Fondi che permetteranno di dotare il Piemonte di una rete di strutture di prossimità che vedranno una nuova tipologia di assistenza territoriale, grazie anche alle AFT, le Aggregazioni funzionali territoriali che il Piemonte ha approvato per prima a livella nazionale e che garantiranno una copertura assistenziale più capillare e continuativa rispetto a oggi, attraverso l’integrazione in rete ed il lavoro di equipe tra i medici di medicina generale e i medici di continuità assistenziale (ex guardia medica).

"Un progetto ambizioso, ma che siamo certi di portare a termine, integrandolo con le molte altre iniziative che trovano finalmente un filo conduttore nel nuovo Piano Socio Sanitario", ha concluso Federico Riboldi.

c.s.
luogo CUNEO
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Tag:
sanità
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