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CUNEO - Saturday 14 March 2026, 12:58

Cuneo è la provincia piemontese con il più alto numero di lupi morti

I dati emergono dal report “Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025”, che analizza la diffusione della specie, le cause di mortalità e gli effetti sulle attività umane
Cuneo è la provincia piemontese con il più alto numero di lupi morti

La presenza del lupo in Piemonte è una realtà stabile da oltre vent’anni. A fotografare la situazione è il report “Il lupo in Piemonte. Biennio 2023-2025”, pubblicato dal Parco Alpi Marittime a febbraio 2026 e basato sui dati raccolti dal sistema regionale di monitoraggio della specie. Il documento analizza la diffusione del lupo, la dimensione della popolazione, le cause di mortalità e gli effetti sulle attività umane, in particolare sull’allevamento.

Secondo le analisi del dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino, una parte consistente dei lupi presenti sull’arco alpino vive in Piemonte: la stima per il periodo 2023-2024 è di circa 464 lupi. Il lupo è tornato spontaneamente sulle Alpi occidentali a partire dagli anni Novanta e da allora ha ampliato la propria presenza. Oggi la specie è documentata lungo tutto l’arco alpino piemontese, compreso il Cuneese, e in molte aree collinari e di pianura. Complessivamente il lupo è distribuito sul 75,8% del territorio regionale. Le zone montane risultano ormai quasi completamente colonizzate, mentre nelle aree collinari e nelle pianure la presenza è ancora in espansione. Negli ultimi anni segni della specie sono stati rilevati anche in contesti più antropizzati, vicino a centri abitati o aree agricole.

Il rapporto dedica ampio spazio alla mortalità dei lupi. Dal 1998 ad aprile 2025 in Piemonte sono stati recuperati 610 esemplari morti. La provincia con il numero più alto di ritrovamenti è proprio quella di Cuneo, con 241 lupi, seguita da Torino (191) e Alessandria (116). Anche prendendo in considerazione solo gli ultimi anni il Cuneese resta in testa. Nel 2023-2024 sono stati trovati 18 lupi morti, mentre nel 2024-2025 il numero è salito a 32, il dato più alto tra tutte le province piemontesi. 

Le principali cause di morte registrate dal 1998 sono gli investimenti dei veicoli, che rappresentano il 59,1% dei casi. Seguono le uccisioni illegali (13,8%), fattori naturali come malattie o aggressioni tra lupi (10,3%) e casi in cui la causa non è nota. Il periodo in cui si trovano più lupi morti è tra ottobre e marzo. In inverno, infatti, gli animali tendono a spostarsi verso i fondovalle, dove la presenza di strade e infrastrutture aumenta il rischio di incidenti.

Il monitoraggio permette di studiare l’evoluzione della specie in Piemonte e coinvolge ricercatori, carabinieri forestali e altri enti. Oltre allo studio degli esemplari morti e degli attacchi nei confronti di altri animali, una parte importante del lavoro riguarda la raccolta di campioni biologici, come feci o peli, che vengono analizzati geneticamente. Tra il 2023 e il 2025 tra Piemonte e Liguria sono stati analizzati oltre 1.300 campioni, che hanno permesso di identificare il profilo genetico di 365 lupi diversi.

Il monitoraggio genetico consente anche di seguire gli spostamenti degli animali. Tra i casi documentati c’è quello di un lupo maschio del Cuneese identificato come CN-546, originario del branco del Monte Vecchio in Val Vermenagna. L’animale è stato successivamente individuato in Val Grana dopo uno spostamento di oltre 23 chilometri. Come si legge nel report, “la dispersione costituisce un processo ecologico chiave nella dinamica di popolazione del lupo, in quanto consente lo scambio genetico tra nuclei riproduttivi, la colonizzazione di nuove aree e l’insediamento di nuove unità riproduttive, risultando un fenomeno alla base dei processi di ricolonizzazione dell’arco alpino e anche dell’Europa centrale”.

Dallo studio emerge la necessità di gestire al meglio la convivenza con le attività umane e gli altri animali. La presenza stabile del lupo ha infatti conseguenze anche sulla sicurezza delle altre specie. Le province con il numero più elevato di attacchi agli animali domestici sono quelle dove i branchi sono più diffusi: Cuneo, Torino e Alessandria. La maggior parte degli attacchi coinvolge pecore e capre, che rappresentano oltre l’85% delle vittime. Gli attacchi avvengono soprattutto di notte, mentre il mese con il numero più elevato è settembre, quando i cuccioli di lupo iniziano a partecipare alla caccia insieme agli adulti e il fabbisogno alimentare del branco aumenta.

Come si legge nella conclusione del documento, “la presenza stabile del lupo in Piemonte rappresenta una sfida complessa ma ormai strutturale per il sistema zootecnico regionale”. Secondo i ricercatori, strumenti come il monitoraggio continuo, le misure di prevenzione negli allevamenti e i sistemi di indennizzo dei danni sono elementi fondamentali per ridurre i conflitti e favorire una convivenza più equilibrata tra allevatori e lupi.

Redazione
luogo CUNEO
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Tag:
Montagna - Lupi
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