Gennaio mese di sensibilizzazione del cancro alla cervice
Il programma di screening della Regione si rivolge alle donne residenti o domiciliate in Piemonte, di età compresa tra i 25 e i 64 anniIl collo dell’utero, o cervice, è l’estremità inferiore che collega il corpo dell'utero alla vagina. La cervice è soggetta a varie trasformazioni nel corso della vita della donna (con la pubertà, la maternità, la menopausa, ecc.).
Tra la parte esterna (esocervice) e quella interna (endocervice) esiste una zona molto delicata, punto di unione delle due parti: in questa area ha origine la maggior parte dei tumori della cervice.
I dati
Le stime indicano che in Italia c’è stata una riduzione dell’incidenza e della mortalità per cervico-carcinoma, sicuramente imputabile all’aumentata diffusione dei programmi di screening che consentono di individuare e curare le lesioni precancerose.
Negli ultimi 35 anni, il tasso di mortalità tra le donne di età inferiore ai 50 anni è diminuito di circa il 70% e la mortalità per questa neoplasia è stabilmente in calo negli ultimi due decenni (–2,1% all’anno). La probabilità di sopravvivenza a 5 anni per i carcinomi cervicali è aumentata negli ultimi 20 anni di 6 punti percentuali (dal 63% al 71%). Nel 2022 le nuove diagnosi di carcinoma della cervice uterina in Italia sono state circa 2.500, pari a circa l’1,3% di tutti i tumori nelle donne; i decessi sono stati circa 1000.
In Piemonte l’incidenza delle forme invasive di tumore del collo dell’utero è contenuta (il numero medio annuo stimato di nuovi tumori è di 190, nel 2017) e la mortalità è avviata tendenzialmente all’azzeramento (il numero medio annuo stimato di decessi è di circa 55). Il trend di incidenza nel periodo 1985-2017, che mostra una riduzione dal 18 all’8,6 su 100.000, conferma l’impatto dell’introduzione del programma regionale Prevenzione Serena, attivo dai primi anni ’90.
Cause e fattori di rischio
La causa primaria del tumore del collo dell’utero è l’infezione da parte di un virus chiamato HPV (Human Papilloma Virus), il papillomavirus umano, che si trasmette per via sessuale. Le lesioni da papillomavirus sono frequenti: la maggior parte delle persone che hanno - o hanno avuto - un’attività sessuale sono venute a contatto con il virus HPV almeno una volta nella vita.
Non tutte le infezioni da HPV, però, provocano il cancro della cervice. La maggior parte di esse regredisce spontaneamente (il 50% entro un anno, l’80% entro 2 anni). Solo alcuni degli oltre 100 tipi di HPV sono pericolosi dal punto di vista oncologico e sono definiti “ad alto rischio”.
Quando una donna entra in contatto con uno di questi tipi di HPV e il suo organismo non riesce ad eliminare spontaneamente l’infezione, nell’epitelio della cervice uterina possono svilupparsi delle anomalie cellulari. Queste alterazioni, se non individuate in tempo, possono trasformarsi in cancro.
Al momento il papillomavirus è l’unica causa riconosciuta per questo tipo di tumore. Vi sono però altri fattori che sono collegati al rischio di ammalarsi, come il fumo di tabacco e condizioni che aumentano la probabilità di infezione da HPV (l’inizio precoce dei rapporti, l’elevato numero di partner e la presenza di infezioni genitali ripetute).
Lo screening in Piemonte (Prevenzione Serena)
Nei Paesi in cui sono attivi programmi di screening organizzati, il tumore della cervice uterina sta diventando una malattia rara: lo screening è, infatti, altamente efficace nell’individuare precocemente l’infezione da HPV ad alto rischio. Accettare l’invito periodico al test di screening è quindi un gesto tanto semplice quanto essenziale per tutelare la propria salute
Il programma di screening si rivolge alle donne residenti o domiciliate in Piemonte, di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Queste donne ricevono un invito a eseguire, gratuitamente, un test di screening (Pap test oppure Test HPV) nei centri di Prevenzione Serena.
Le donne di età compresa tra i 25 e i 29 anni, che non abbiano ricevuto due dosi del vaccino contro l’HPV entro i 15 anni di età, sono invitate a eseguire il Pap test. L’intervallo di tempo tra un test con esito negativo e il successivo è di 3 anni. Per le donne vaccinate lo screening inizia a 30 anni.
Le donne di età compresa tra i 30 e i 64 anni sono invitate a eseguire il test per la ricerca del DNA di papillomavirus umano, o test HPV. L’intervallo di tempo tra un test negativo e il successivo è di 5 anni.
Tutte le donne residenti o domiciliate in Piemonte e in età per lo screening cervicale, che non abbiano ricevuto la lettera, possono chiamare il numero verde 800001141, attivo 7 giorni su 7 dalle 8 alle 20 e prenotare l’esame nei seguenti casi:
se non hanno mai effettuato un test di screening all’interno di Prevenzione Serena
se, dopo l’ultimo test eseguito, è passato un intervallo di tempo uguale o superiore a quello previsto dal programma di screening
Le donne tra i 65 e i 75 anni, che non abbiano fatto almeno due test dopo i 50 anni, possono partecipare al programma e prenotare l’esame chiamando il numero verde.
I test
I test per lo screening del tumore del collo dell’utero utilizzati nel programma piemontese sono il Pap test e la ricerca del DNA di papillomavirus umano (test HPV).
Il Pap test è un esame veloce e, in genere, indolore. Con una piccola spatola e/o uno spazzolino sul collo dell’utero si raccolgono alcune cellule della mucosa: queste vengono poi analizzate al microscopio in laboratori specializzati.
Il test HPV si esegue, come il Pap test, con un semplice prelievo di cellule dal collo dell’utero. Il materiale prelevato è sottoposto alla ricerca del DNA dei tipi HPV ad alto rischio per lo sviluppo di un tumore della cervice uterina.
La ricerca scientifica ha dimostrato che uno screening con test HPV, effettuato ogni 5 anni, è più efficace del Pap-test eseguito a intervalli più brevi. Assicura una maggior protezione e sicurezza nelle donne fra 30 e 64 anni, in quanto consente di individuare con maggiore anticipo eventuali lesioni precancerose. Anche il Pap test è protettivo, ma trova la lesione quando è già presente: per questo richiede un intervallo più breve.
Il test HPV non è attualmente raccomandato in donne di età inferiore ai 30 anni perché può evidenziare più facilmente lesioni che potrebbero guarire da sole. Per questo motivo è raccomandata l’effettuazione del Pap-test alle donne di 25-29 anni, mentre per le donne vaccinate in età precoce (intorno ai 12 anni) lo screening inizia a 30 anni perché i tumori del collo dell’utero sono rarissimi prima di tale età e sono molto rari anche in età superiore.
Link: www.regione.piemonte.it, www.cpo.it.
CUNEO sanità - Cancro - donne - Cervice - Collo dell'utero

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