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CUNEO - Sunday 01 March 2026, 07:55

Una Pompei tra le campagne di Costigliole: ecco i segreti della villa romana

Gli archeologi presentano a Cuneo i risultati di una ricerca sperimentale. L’insediamento augusteo, distrutto nel terzo secolo, è un sito unico nel Nord Italia
Una Pompei tra le campagne di Costigliole: ecco i segreti della villa romana
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La chiamano la “Pompei di Costigliole Saluzzo”, perché in comune con la città romana più celebre al mondo ha l’esperienza di una tragedia che ne fissò gli ultimi istanti per l’eternità. In questo caso non si trattò di un’eruzione, bensì di un incendio.

Gli archeologi lo datano con precisione alla fine del terzo secolo dopo Cristo, tra l’anno 280 e il 290, in base alle monete ritrovate. Si sa che quel rogo distrusse un insediamento rurale che nel periodo di massimo splendore si estendeva su tre ettari di terreni, con un corpo di fabbrica principale grande cinquemila metri quadrati. La villa era insieme un centro agricolo e artigianale e una stazione di posta, collocata in posizione strategica. Per tre secoli, prima di consumarsi nelle fiamme, aveva dominato gli scambi lungo uno dei maggiori assi viari della Gallia Cisalpina.

L’incendio, per quanto ne sappiamo, non ebbe vittime: gli scavi non hanno restituito scheletri, all’infuori di quello di un povero cane. Per gli archeologi il disastro è però una fonte straordinaria di informazioni, perché ci permette oggi di ricostruire le tecniche e i materiali di quell’epoca. È ciò che la squadra impegnata sugli scavi ha cercato di fare a partire dal 2022, con una campagna di archeologia sperimentale. “Qui c’è una delle ville romane più significative del nord Italia per ampiezza, ma il sito sta diventando molto di più” conferma il prorettore dell’università di Torino Gianluca Cuniberti, intervenendo all’incontro che il Fai di Cuneo ha organizzato per presentare i risultati della ricerca: “L’archeologia sperimentale - aggiunge - diventa concretamente un’archeologia di comunità che può coinvolgere tutti”.

La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole

Un grande centro di scambi sulla via delle Alpi

Quando gli studiosi iniziarono a interessarsi del sito alla periferia del paese, poco più di vent’anni fa, si pensava fosse un piccolo insediamento o un ricetto per animali. Nel corso degli anni si è capito che si trattava di qualcosa di differente: “La villa sorge al centro di quello che era sicuramente un esteso fondo agricolo, da cui derivavano i prodotti che poi venivano trasformati all’interno” spiega la professoressa Valeria Meirano. In età augustea vi erano due corpi di fabbrica originari, poi ampliati: c’erano ambienti residenziali abitati dai proprietari, i più raffinati, ma anche una taberna deversoria, ovvero una locanda. Offriva riparo e pasti caldi, oltre a una rimessa per i carri, ai viaggiatori di passaggio lungo la via pedemontana e la via delle Gallie, in direzione del colle dell’Agnello e degli altri passi alpini.

“La taberna deversoria è dotata anche di latrina, un ‘comfort’ probabilmente non usuale” fa presente l’archeologa. A testimoniare l’importanza di questa area di sosta è la presenza di un esteso sistema idraulico, con “una rete di condotti sotterranei che è assolutamente unica per un insediamento extraurbano di questo tipo”. C’erano ben tre fornaci per la creazione di manufatti in argilla e metallo e una quantità ingente di macine in pietra, utili a produrre farine per rifocillare i braccianti e gli ospiti della taberna. A Costigliole la terra ha restituito anche i resti di un impianto di produzione vinicola: uno dei pochissimi nell’intero arco alpino occidentale. Il ritrovamento dei vinaccioli ha consentito di lanciare un progetto di archeologia botanica per risalire alle varietà dei vitigni presenti. I resti ossei animali e i macroresti vegetali consentono di acquisire altre informazioni fondamentali sull’alimentazione dei residenti.

“Il sito restituisce una quantità e una qualità di conoscenza veramente stupefacente” conferma il professor Diego Elia, che insieme alla collega Meirano conduce la missione scientifica dal 2007. Una scoperta tanto più rilevante in quanto “non ci sono libri che ci parlino di questa parte di territorio prima del Mille: oggi siamo invece in grado di raccontarne la storia”.

La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole
L’archeologia sperimentale riporta in vita i materiali

Insieme ai collaboratori Veronica Bellacicco e Simone Guion, Elia ha condotto negli ultimi tre anni un progetto di archeologia sperimentale che ha consentito di ricostruire, con buona approssimazione, alcune opere murarie della villa. Dalla zona della cava di Piasco sono stati recuperati argilla, sabbia e limo, da cui sono poi stati realizzati gli impasti: “Su questi tipi di costruzione - osserva Guion - la letteratura antica non ci dà nessuna indicazione, poche ne derivano anche dalla letteratura novecentesca”. I ricercatori hanno poi sottoposto il muro così realizzato, secondo la tecnica dell’opus craticium, a una “prova del fuoco” per confrontare i materiali ottenuti con quelli originali dello scavo.

Un’autentica “archeologia del gesto”, la definisce il capo missione: il tentativo di ricostruire l’immateriale, ricreando tecniche dimenticate da duemila anni. La stessa ambizione ha portato l’équipe dell’università di Torino a cercare di riprodurre tegole e coppi in argilla gialla e rossa, in modo che si avvicinino il più possibile ai materiali antichi. Solo pochi giorni fa i risultati di questo esperimento sono stati consegnati, per essere completati, a Roberto Paolini, un ceramista di Cerveteri che da anni si dedica alle riproduzioni ceramiche.

La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole
La villa di Costigliole è ora un “caso” internazionale

Il futuro della “Pompei di Costigliole” è ancora da scrivere, man mano che il suo passato riemerge dalla terra o si riplasma nelle mani degli archeologi. “Non ci sono ancora i capitali per poter musealizzare il sito, cosa che ci auguriamo avvenga al più presto” dice Roberto Audisio, capo delegazione del Fai di Cuneo.

Nel frattempo, la fama della villa ha valicato i confini nazionali. Nel 2024 era stata oggetto di un intervento al convegno internazionale dei bronzi antichi ad Atene, con oltre 130 relatori. Il prossimo agosto c’è la possibilità che gli studiosi tornino a parlarne nella capitale greca, con una ricerca sui vetri della villa.

La presentazione degli scavi sulla villa di Costigliole

Andrea Cascioli
luogo CUNEO
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Tag:
cuneo - Costigliole Saluzzo - FAI - Archeologia - Roberto Audisio - Storia - Università - scavi - Gianluca Cuniberti - Valeria Meirano - Diego Elia
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