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BORGO SAN DALMAZZO - lunedì 6 luglio 2026, 15:05

Viaggia da Borgo alla Calabria per la maturità: la storia di una studentessa affetta da disturbi alimentari

L'équipe della struttura Villa Giulietta, nell’ex Monteserrat, ha accompagnato la paziente perché potesse sostenere l’esame senza interrompere il percorso terapeutico
Cuneodice.it Viaggia da Borgo alla Calabria per la maturità: la storia di una studentessa affetta da disturbi alimentari Cuneodice.it

C'è un viaggio di oltre mille chilometri che racconta molto più di una semplice trasferta per sostenere un esame. Racconta come una struttura nata a Borgo San Dalmazzo sia diventata, nel giro di pochi mesi, un punto di riferimento nazionale per la cura dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Racconta una sanità che mette davvero al centro la persona e una scuola capace di adattarsi alle esigenze di una studentessa senza costringerla a scegliere tra la salute e il proprio futuro.

È la storia di una ragazza calabrese ricoverata a Villa Giulietta – Residenza Romeo, il centro specializzato ospitato nell'ex clinica Monteserrat di Borgo San Dalmazzo. Dal 30 giugno al 3 luglio l'équipe sanitaria l'ha accompagnata nella sua regione per consentirle di sostenere l'Esame di Stato, garantendo contemporaneamente la continuità terapeutica. Terminata la maturità, la giovane è rientrata in Piemonte per proseguire le cure.

Una vicenda che rappresenta molto più di un episodio individuale: dimostra come la struttura borgarina sia ormai un riferimento per famiglie provenienti da tutta Italia che cercano percorsi terapeutici altamente specializzati.

Una rete costruita tra Piemonte e Calabria

Il viaggio è stato possibile grazie a una complessa collaborazione tra Villa Giulietta – Residenza Romeo e l'Ufficio scolastico regionale della Calabria, guidato dalla direttrice generale Loredana Giannicola, insieme alla dirigente scolastica Marina Del Sordo, preside dell'Istituto Comprensivo "Roberta Lanzino" di Cosenza III, Scuola polo regionale per la Scuola in ospedale e l'Istruzione domiciliare.

La sinergia tra le istituzioni ha consentito di organizzare un percorso che ha garantito contemporaneamente il diritto alla salute e quello allo studio.

Per la ragazza è stata inoltre autorizzata una soluzione mai adottata prima a livello nazionale: sostenere il colloquio orale il giorno successivo alle prove scritte, anziché attendere i due giorni normalmente previsti. Una deroga concessa proprio per permetterle di rientrare il prima possibile a Borgo San Dalmazzo e riprendere senza interruzioni il percorso terapeutico.

La madre: “La cura non può interrompere il diritto allo studio”

A raccontare il significato più profondo di questa esperienza è la madre della giovane, docente, che ha seguito personalmente, fin dal giorno del ricovero, ogni passaggio del percorso terapeutico e scolastico, mantenendo un dialogo costante con il liceo, l’Ufficio scolastico e la struttura sanitaria. Un confronto continuo che le ha consentito di sperimentare direttamente quanto una collaborazione autentica tra istituzioni possa tradursi nella tutela concreta del diritto allo studio.

"Il ricovero, nel mese di febbraio, ha segnato l’inizio di una prova particolarmente impegnativa. Il timore era che l’ultimo anno di liceo si interrompesse proprio nel momento più delicato del percorso formativo. Invece, con straordinaria tempestività, il liceo, l’Ufficio scolastico della Calabria e Villa Giulietta hanno costruito una rete di collaborazione esemplare. Avendo seguito personalmente ogni fase di questo percorso, ho potuto constatare quanto il dialogo tra istituzioni, quando è sostenuto da competenza, sensibilità e senso di responsabilità, sia capace di offrire risposte concrete. Grazie a questa sinergia, mia figlia non ha mai smesso di sentirsi parte della propria comunità scolastica e ha potuto affrontare con serenità l’Esame di Stato".

Il ringraziamento è rivolto a quanti hanno reso possibile questo risultato: "Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine alla dirigente scolastica, ai docenti, all’Ufficio scolastico della Calabria e all’intera équipe di Villa Giulietta. Ciascuno ha interpretato il proprio ruolo con professionalità, sensibilità e autentico spirito di servizio, dimostrando che la scuola può continuare a svolgere pienamente la propria funzione educativa anche durante un percorso di cura complesso".

Accanto alla riconoscenza resta una riflessione che guarda oltre la vicenda personale: "È difficile non interrogarsi sul fatto che, ancora oggi, nel Mezzogiorno manchino strutture residenziali altamente specializzate per la cura dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Come molte altre famiglie, siamo stati costretti a raggiungere il Piemonte per accedere a un centro di eccellenza. È una disparità territoriale che richiede risposte concrete. Al tempo stesso, sento il dovere di testimoniare il valore dell’esperienza vissuta a Villa Giulietta: un luogo di cura nel quale competenza clinica, umanità e attenzione alla persona si fondono in modo esemplare. È una realtà che mi sento di indicare come punto di riferimento a quanti si trovino ad affrontare un percorso così delicato".

Una cura che non interrompe la vita

È proprio questa la filosofia che caratterizza il lavoro della struttura di Borgo San Dalmazzo: “Accompagnare una nostra paziente a sostenere l'Esame di Stato ha significato prenderci cura della persona nella sua interezza”, spiega la direttrice sanitaria Angela Spalatro.

“La terapia non riguarda soltanto il recupero clinico. Significa permettere ai nostri ragazzi di continuare a crescere, a studiare e a costruire il proprio futuro. Ogni traguardo raggiunto durante il percorso terapeutico rappresenta un passo importante anche verso la guarigione”.

Un modello che considera la persona prima ancora della malattia, integrando assistenza medica, psichiatrica, nutrizionale, psicoterapeutica, educativa e riabilitativa in un unico progetto terapeutico.

Per Tullio Marini, amministratore delegato unico di Villa Giulietta – Residenza Romeo, la vicenda rappresenta il significato più autentico del lavoro svolto ogni giorno nella struttura di Borgo San Dalmazzo.

“Questa non è soltanto una vicenda che ci rende orgogliosi. È la dimostrazione concreta che, quando sanità e scuola dialogano, nessun ragazzo deve essere costretto a scegliere tra curarsi e costruire il proprio futuro”.

Marini ha voluto ringraziare tutte le istituzioni coinvolte: “Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine alla direttrice generale dell'Ufficio scolastico regionale per la Calabria, Loredana Giannicola, per l'attenzione e la sensibilità istituzionale dimostrate, alla dirigente scolastica Marina Del Sordo, che con la Scuola polo regionale per la Scuola in ospedale ha reso possibile questo percorso, e al dirigente tecnico coordinatore Saverio Candelieri, al funzionario USR Calabria Giulio Benincasa, al dirigente scolastico Raffaele Suppa, al presidente della Commissione d'esame Antonino Ceravolo e a tutti coloro che, con professionalità e spirito di servizio, hanno contribuito a trasformare una necessità clinica in un'opportunità di crescita e di futuro”.

Marini ha rivolto un ringraziamento anche alla stampa calabrese, “che ha raccontato la vicenda con sensibilità e rispetto, contribuendo a diffondere un messaggio importante: i disturbi della nutrizione e dell'alimentazione sono malattie che si possono curare e dalle quali si può guarire”, oltre all'assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, “la cui costante vicinanza testimonia concretamente quanto la sanità piemontese creda nell'accoglienza e nella qualità delle cure offerte ai giovani provenienti da tutta Italia”.

Un'eccellenza nata a Borgo San Dalmazzo

La vicenda conferma il ruolo assunto in pochi mesi dalla struttura inaugurata nell'ex clinica Monteserrat.

Villa Giulietta – Residenza Romeo accoglie oggi giovani provenienti da ogni parte d'Italia e rappresenta una delle principali realtà nazionali dedicate alla cura di anoressia, bulimia e degli altri disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Il modello organizzativo, sviluppato da Tullio Marini insieme alla professoressa Laura Dalla Ragione, direttrice scientifica per i Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione del Ministero della Salute, si basa sul lavoro di un'équipe multidisciplinare composta da psichiatri, internisti, nutrizionisti, psicologi, psicoterapeuti, educatori professionali, infermieri e operatori della riabilitazione.

La storia della studentessa calabrese dimostra come questo approccio possa andare oltre la semplice cura della malattia: una terapia diventa davvero efficace quando restituisce alle persone la possibilità di continuare a vivere, studiare e progettare il proprio futuro. 

Monica Fissore
luogo BORGO SAN DALMAZZO
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Tag:
disturbi alimentari - studentessa - Villa Giulietta - Residenza Romeo

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