È l’ultimo giorno della biblioteca di via Cacciatori delle Alpi
Per 96 anni è stata la “casa dei libri” di Cuneo: ora rimarrà vuota in attesa di una collocazione. L’iniziativa “Ritratto di lettore” per ricordare palazzo AudiffrediÈ un addio senza lacrime, perché la biblioteca che lascia la sua storica “casa” in via Cacciatori delle Alpi, dopo quasi un secolo, si prepara ad aprire un capitolo nuovo in una sede ancora più grande e bella, quella di palazzo Santa Croce finalmente restituito alla città.
Per molti cuneesi, però, è anche un’occasione malinconica: l’addio - o l’arrivederci, si spera - a palazzo Audiffredi, alle sue librerie, alla sala di consultazioni in cui intere generazioni hanno preparato esami di maturità e tesi di laurea, al suo bellissimo cortile con i tavolini attorno alla fontana seicentesca. Era il 1930 quando la più antica biblioteca pubblica del Piemonte - fondata nel 1802, sotto la dominazione napoleonica - lasciò gli angusti locali municipali per trasferirsi nel palazzo di fine Seicento legatosi al nome dell’agronomo e senatore Giovanni Audiffredi, il benemerito “senator dj morè” (il senatore dei gelsi) che dopo una vita dedicata alla diffusione della bachicoltura lasciò l’edificio in eredità al Comune.

Niente libri contro il buon costume ai “giovinetti”
Di un necessario trasferimento si era iniziato a parlare almeno dagli anni Venti, lamentando la crescente inadeguatezza della sede, gli orari di apertura non consoni e anche la scarsa attenzione alle richieste dei lettori: l’arcigno Giovanni Ugo, in carica come bibliotecario dal 1912, aveva ricevuto tre anni più tardi i rimproveri della giunta che, sollecitata dal “padre di un malmenato”, lo invitava ad avere più riguardi per i frequentatori della biblioteca civica. Il suo pensionamento, nell’aprile 1930, precede di pochi mesi l’inaugurazione della nuova sede: si sceglie la data fatidica del 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma.
La direzione è affidata in via provvisoria al professor Euclide Milano, storico di natali braidesi, già membro della commissione operativa della biblioteca, cui si deve la fondazione del Museo Civico nello stesso palazzo Audiffredi. I locali ad esso destinati, al piano terra, sono completati nel 1933, con l’aggiunta di una pinacoteca nell’ammezzato. La biblioteca, al primo piano del palazzo, è composta da tre sale di lettura: una per le lettrici, una per i ragazzi, una per gli altri frequentatori, tutte affacciate sull’allora via Liceo. Si vara un nuovo regolamento, dove è scritto fra l’altro che “resta pure deferito al criterio del bibliotecario il rifiutare ai giovanetti i libri di valore bibliografico, e quelli contrari al buon costume e alla morale, salvo reclamo alla commissione. È in facoltà del bibliotecario di escludere dal prestito agli studenti tutti quei libri che i professori reputassero dannosi al loro insegnamento, indicandoli specificatamente. In ogni caso non si daranno in prestito a studenti delle scuole medie le traduzioni di classici greci e latini”.

La prima direttrice e il dibattito sul prestito
Nel dicembre 1931 viene bandito il concorso per il nuovo direttore della biblioteca. Tra quindici candidati ha la meglio una donna, la demontese Lalla Romano, destinata a diventare una scrittrice affermata. Rimarrà in carica fino al 1935, prima di chiedere congedo a seguito di un trasferimento del marito. Nei suoi anni alla direzione si dibatte la questione del prestito a domicilio: i librai lamentano la concorrenza della biblioteca e il podestà decide perciò di limitare il prestito alle sole opere di studio. La direttrice è d’accordo. Tra i lettori però c’è chi protesta: una tale signora Aimo Boot, per esempio, essendo costretta a lavorare per vivere lamenta di poter leggere solo “nelle piccole ore” e chiede un permesso speciale per portare a casa romanzi storici e volumi di accademici. Fa quindi appello al podestà, che la asseconda, affinché comprenda “l’amore allo studio di una figlia del popolo che non può comprarsi né affittarsi i libri”.
Sono testimonianze che restituiscono l’importanza della biblioteca, già cresciuta nel 1931 a 10.360 lettori dai 6.500 che erano censiti nel 1875, e da 17mila a oltre 34mila volumi, nel diffondere e democratizzare l’accesso al sapere.

Orari ampliati per l’ultimo giorno della biblioteca
In occasione dell’ultimo giorno di apertura prima del trasloco, la biblioteca di via Cacciatori delle Alpi offre questo sabato 30 maggio un orario ampliato dalle 8,30 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18.30.
Sarà ancora possibile prendere in prestito e rinnovare i libri con le solite modalità (fino a 4 libri su ciascuna tessera, per 30 giorni). A partire dal mese di giugno però i prestiti, i rinnovi e i servizi prestito interbibliotecario e document delivery saranno sospesi, perché per riuscire a gestire al meglio la lavorazione e lo spostamento di tutte le collezioni è necessario che i libri rientrino prima possibile, per consentire la sistemazione delle collocazioni e il trasloco come da programma.
Saranno infatti necessari quattro mesi per traslocare tutti i materiali (circa 350.000 volumi, oltre a tutti i periodici): l’apertura della nuova sede, Esseci, è prevista per fine settembre. Per la restituzione dei libri oltre la data di chiusura sarà comunque possibile utilizzare il box 24h che si trova di fronte all’ingresso della biblioteca, in via Cacciatori delle Alpi. Sarà inoltre sempre attivo il prestito digitale di ebook, periodici, audiolibri e molto altro su MLOL, il cui portale è stato appena rinnovato e ottimizzato. Il Sistema Bibliotecario Cuneese mette a disposizione altre 19 biblioteche civiche e 9 biblioteche specializzate, cui si aggiungono 16 posti di prestito.
L’ultimo giorno di apertura è prevista l’iniziativa Ritratto di lettore, con la quale si invitano i lettori a partecipare a una sessione di scatti fotografici d’autore per restare per sempre parte della storia di questa biblioteca. Per maggiori informazioni clicca qui.

CUNEO cuneo - Palazzo Santa Croce - cultura - Euclide Milano - Comune - Libri - Biblioteca - Servizi - Storia - Lalla Romano - Storia di Cuneo - palazzo Audiffredi - Giovanni Ugo - Giovanni Audiffredi





Condividi